Palermo, processo "Talpe in procura": ridotte le pene a 3 imputati

Da 4 anni e 6 mesi a 3 anni. E' quanto inflitto dalla Corte di appello a Michele Aiello, Giancarlo Manenti e Lorenzo Iannì. Per tutti l'accusa era di abuso di ufficio

PALERMO. Un capo d'accusa viene cancellato grazie alla prescrizione e la quarta sezione della Corte d'appello di Palermo riduce le pene, da 4 anni e 6 mesi a 3 anni, nei confronti del manager sanitario Michele Aiello, dell'ex direttore dell'Ausl 6, Giancarlo Manenti, e di Lorenzo Iannì, funzionario di Bagheria della stessa Ausl, oggi azienda sanitaria provinciale di Palermo. I tre erano imputati di abuso d'ufficio in una vicenda collegata al processo "Talpe in Procura", in cui Aiello è stato condannato per associazione mafiosa, truffa ai danni del Servizio sanitario e rivelazione di segreti delle indagini. Oggi pomeriggio nel processo, secondo l'accusa, Aiello avrebbe incassato decine di milioni di euro per prestazioni sanitarie che non erano previste nel tariffario regionale e che per legge non potevano essere rimborsate: Manenti però, d'intesa con Iannì, adottò una delibera che dava il via libera ai pagamenti. I tre imputati dovranno risarcire il danno patito dall'Asp per circa 80 milioni e dovranno pagare 10 milioni a titolo di provvisionale in favore della stessa parte civile.

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