Quando la Regione sa risparmiare

È proprio vero che se si vuole tutto è possibile. Senza bisogno di legarsi ad una sedia come racconta la tradizione. Basta fare le cose con serietà e buon senso. Si apprende così che la Regione risparmierà 16 milioni l’anno grazie a una piccola modifica sugli acquisti. Le forniture agli ospedali sono state centralizzate attraverso una gara unica. La base di partenza è stata di 168 milioni. L’aggiudicazione è avvenuta a 152 milioni. Un esempio, come dice l’assessore Russo, di riqualificazione della spesa senza incidere sulla qualità del servizio. Altro esempio del recente passato: il vaccino per il papilloma virus. La Regione pagava ogni dose 100 euro. È bastato mettere in gara i due produttori per vedere crollare il prezzo: 43 euro. Meno della metà.
Grazie a questi strumenti l’assessore Russo è riuscito lo scorso anno a bloccare la crescita della spesa sanitaria. È vero che costa ancora 8,7 miliardi (un milione l’ora) ma, come ha ricordato la Corte dei Conti, rispetto all’anno precedente c’è stato un taglio di 118 milioni. Per la prima volta dopo molti anni c’è stata una significativa inversione di tendenza. Si potrebbe far meglio? Certamente sì. Però accontentiamoci. Basta non cedere a certe brutte sirene, in primo luogo clientelismo ed elettoralismo, e si può fare buon gioco. A questo punto è essenziale una domanda. Se si possono raggiungere risparmi nella sanità in una regione come la Sicilia, quando proprio la sanità è al centro dei disastri finanziari del paese, in quanti altri settori la Regione può raggiungere analoghi risultati? E perché non ci sono al riguardo programmi e progetti sufficienti? Scrivevamo ieri che proprio il contenimento degli sprechi pubblici e i tagli dovuti nei bilanci (Regione, province e comuni) potrebbero produrre risorse importanti. Con le quali si potrebbe, per esempio, fronteggiare e risolvere la questione del precariato (anche qui: riconvertendo e ristrutturando mansioni e funzioni). Sogni e prediche inutili? Proprio no. La buona notizia della sanità dice che si tratta di cose possibili. Se altre buone notizie come questa non vengono fuori è perché non se ne vogliono. Il che ci dà la possibilità di vedere meglio meritevoli e colpevoli. E constatare che l’elenco dei secondi è molto più lungo.

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