Mafia, riciclaggio di denaro: 3 arresti a Palermo

L'accusa è di intestazione fittizia di beni e reimpiego di soldi di provenienza illecita. Gli uomini sarebbero legati all'architetto Giuseppe Liga

PALERMO. Militari del nucleo speciale polizia valutaria della guardia di finanza, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere con l'accusa di intestazione fittizia di beni e reimpiego di denaro di provenienza illecita, aggravati dalla finalità di agevolare Cosa Nostra. Contestualmente a Palermo e provincia e nel nord Italia, sono scattati sequestri preventivo di società, unità immobiliari, beni di lusso e rapporti bancari.
Gli arrestati sono Giacomo Vaccaro, 55 anni, già inquisito come esponente della famiglia mafiosa di Brancaccio, e due imprenditori edili, Domenico Licalsi e Carlo Fasetti, entrambi di 52 anni, indicati dagli inquirenti come vicini alla cosca di San Lorenzo. Il direttore dei lavori nei loro cantieri era infatti l'architetto Giuseppe Liga, 50 anni, arrestato nei mesi scorsi con l'accusa di essere il "cassiere" della cosca nonché l'erede del boss Salvatore Lo Piccolo. Secondo l'accusa, i due imprenditori avrebbero riciclato i capitali di Vaccaro nella realizzazione di alcuni residence nella zona occidentale di Palermo. Un investimento iniziale di un milione di euro che avrebbe fruttato ben presto un piccolo impero economico nel settore dell'edilizia privata. Il procuratore aggiunto di Palermo Antonino Ingroia, che ha coordinato l'inchiesta della Dda, ha sottolineato ancora una volta l'apporto fornito alle indagini dalle intercettazioni, che hanno consentito di accertare i rapporti tra l'esponente della cosca di Brancaccio e i due imprenditori ritenuti vicini al clan di San Lorenzo.

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