Licata, soldi in cambio di appalti: al via il processo al sindaco

Insieme ad Angelo Graci accusati di corruzione anche Tiziana Zirafi, Nicolò Riccobene e l'impresario Carmelo Napolitano. I tre amministratori avrebbero ricevuto 6.000 euro per l'affidamento di un lavoro

Sicilia, Cronaca

AGRIGENTO. Comincia oggi, davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, il processo al sindaco di Licata Angelo Graci, all'assessore ai Servizi sociali Tiziana Zirafi, all'ex vice presidente del Consiglio Nicolò Riccobene e all'impresario di spettacoli di Gela Carmelo Napolitano, accusati di corruzione. Parte civile sarà il Comune di Licata. Secondo l'accusa i tre amministratori avrebbero ricevuto 6000 euro dall'impresario in cambio dell'affidamento di un appalto per uno spettacolo musicale realizzato per la festa di Sant'Angelo, patrono di Licata. La delibera fu adottata per 31.500 euro, una somma superiore rispetto a quella offerta da altre agenzie. Il sindaco Angelo Graci, a cui è stato imposto il divieto di dimora, amministra la città di Licata dalla sua casa al mare di San Leone, ad Agrigento, dove si trova dal 30 novembre scorso, da quando cioè il Gip gli ha revocato gli arresti domiciliari. Le indagini sono state condotte da carabinieri e disposte dai sostituti procuratori Gemma Milani e Santo Fornasier.

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