Catania, parla l'uomo che ha sparato a Laura Salafia: "Ho agito per difesa"

Spiega le sue ragioni Andrea Rizzotti, 54 anni, che lo scorso 1 luglio ha ferito con un colpo di pistola vagante la studentessa. "Maurizio Gravino mi minacciava"

CATANIA. Resta in carcere Andrea Rizzotti, 54 anni, il custode comunale della chiesa di San Nicolò La Rena che ha ammesso di avere sparato, lo scorso 1 luglio davanti l'ex monastero dei benedettini, a Maurizio Gravino che, a suo dire, da tempo lo vessava e lo minacciava, e di avere ferito con un colpo di pistola vagante la studentessa universitaria Laura Salafia, di 34 anni, che è in gravissime condizioni. Lo ha deciso il Gip Maria Paola Cosentino che questa mattina nella sua segretaria ha depositato la sua decisione: convalida dell'arresto dell'indagato e emissione, nei suoi confronti, di un ordine di custodia cautelare in carcere per duplice tentativo di omicidio aggravato. Rizzotti, assistito dal suo legale, l'avvocato Giorgio Antoci, sabato scorso era stato interrogato dal giudice e al magistrato aveva ribadito la confessione resa alla squadra mobile della Questura e al sostituto procuratore della Dda Pasquale Pacifico. A suo dire, Gravino lo vessava giornalmente, minacciandolo. Lo irrideva perché aveva una relazione con una nipote del custode comunale mostrandogli le “corna”. Temeva anche per la sua vita e per questo Rizzotti, ha ribadito al Gip, si sarebbe procurato illegalmente una pistola per difendersi. Restano gravi le condizioni Laura Salafia, che è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi. La giovane é vigile ma non parla a causa dei postumi di un'importante lesione che il proiettile vagante che l'ha colpita le ha procurato alla terza vertebra cervicale.

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