Regione, troppo pochi i passi avanti

Personale in eccesso, pianta organica artificialmente gonfiata, abbondanza di dirigenti oltre i limiti del ragionevole. Il Procuratore generale della Corte dei Conti, Giovanni Coppola, non risparmia le critiche al governo regionale presentando il giudizio di parificazione del bilancio della Regione. «Un quadro in cui i punti oscuri superano largamente le luci» dice. Le (poche) luci riguardano la sanità dove in effetti, grazie all'assessore Massimo Russo, sono stati fatti passi avanti sulla strada del risanamento e, per molti versi, la riforma della pubblica amministrazione. Se funzionasse ci sarebbe davvero la possibilità di ottenere una macchina pubblica più efficiente e dinamica. I giudizi positivi, però, si fermano qui. Per il resto c'è il muro del pianto. Reso ancora più amaro dal fatto che, molte delle argomentazioni presentate dal Procuratore Coppola, confortano le battaglie di questo giornale. Per esempio in tema di stabilizzazione del precariato. Si tratta di assunzioni che, a parte i profili di dubbia legittimità costituzionale appaiono eticamente scorretti. «Rappresentano una mortificazione per le centinaia di migliaia di giovani disoccupati ignorati a beneficio di soggetti che, senza concorso, sono stati selezionati non per merito o intelligenza ma solo in ossequio a logiche spesso clientelari, che hanno avuto come obiettivo le prossime elezioni». Per Coppola «se assunzioni dovranno essere effettuate sarebbe indispensabile prevedere concorsi aperti a tutti, con apposite quote di riserva a favore dei precari». Difficile non essere d'accordo. Per non parlare dei dirigenti. Un record assoluto. Eppure la sarabanda dei consulenti non si ferma. Con tanti capi-ufficio in organico non dovrebbe essere difficile trovare professionalità adeguate. Invece gli assessori non smettono di ricorrere ai collaboratori esterni. Risultato: la spesa corrente aumenta vistosamente. Lo stipendio dei dirigenti corre. L'indennità ai consulenti va pagata. Secondo i dati forniti dal procuratore generale Coppola i dirigenti nell'isola sono 1.428. «Se si prendono in considerazione - spiega - i dipendenti a tempo indeterminato nel 2008 c'era un dirigente ogni 5,6 dipendenti». Il rapporto è rimasto invariato nel 2009 eppure secondo la dotazione organica della Regione siciliana i dirigenti regionali dovrebbero essere complessivamente 528 comprensivi sia di quelli appartenenti al ruolo amministrativo che quelli del ruolo tecnico. Insomma c'è il triplo di dirigenti rispetto al fabbisogno. Ciò che preoccupa Coppola sono prima di tutto i costi sostenuti dalla Regione per l'elevatissimo numero di dipendenti regionali che al 31 dicembre 2009, tra personale a tempo determinato e a tempo indeterminato, sono ammontati a 20.642 unità. Di essi, 2.010 sono i dirigenti a tempo indeterminato, cui vanno ad aggiungersi altri 32 dirigenti esterni, di cui ben 9 dirigenti generali. "Todos caballeros". Tanto pagano i contribuenti. Le cose vanno un po' meglio per la sanità che nel 2009 è costata circa 1 milione di euro all'ora. «In tale campo - osserva Coppola - si notano, però, dei segnali positivi ove si consideri che nel 2009 la spesa sanitaria siciliana, dopo anni di continui aumenti si è finalmente arrestata, anzi è diminuita di circa 118 milioni di euro per un totale di impegni di 8 miliardi 775 milioni». Anche qui la maggior parte serve per il personale: 52.184 dipendenti, di cui 5.078 a tempo determinato. Un altro festival del precariato.

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