Autostrade, lo specchio dell'Isola

I pedaggi sulle Autostrade siciliane saliranno del 30% a partire da giovedì. Un bel salasso per chi dovrà spostarsi sui trecento chilometri di nastro d'asfalto a pagamento esistenti nell'isola. Le tariffe erano bloccate da molti anni si sono giustificati i responsabili del consorzio. Forse dimenticano che, l'ultima volta, l'Anas ha respinto la domanda di aumento visto il pessimo stato di servizio della strada. Ora è arrivato il via libera.
Un intervento di pronto soccorso nei confronti dei gestori. Le condizioni della strada non sembrano migliorate in maniera apprezzabile: le gallerie della Messina-Palermo sono spesso al buio. I cantieri, soprattutto sui viadotti delle Madonie, costantemente aperti. Il tunnel Tracoccia, vicino a Messina, è sempre di difficile attraversamento.  La galleria Langenìa devastata da un camion scoppiato con le bombole del gas che trasportava, è stata chiusa per oltre due anni. A Furiano, nei pressi di Sant'Agata di Militello, per 4 anni nessuno ha pensato a rimuovere le sei porte dei caselli che un tempo segnavano la fine dell'autostrada, diventate non solo inutili ma dannose da quando l'autostrada nel 2004 è diventata un tratto unico. La sicurezza sulle autostrade siciliane è una espressione verbale. Contenuto zero.  A tal punto che le Assicurazioni Generali, preoccupate per il numero di incidenti notevolmente più alto rispetto alla media nazionale, hanno deciso di non rinnovare il contratto con il consorzio. Rifiuto successivamente condiviso anche da altre compagnie che hanno disertato il bando di gara per una nuova polizza.



La situazione adesso è migliorata? Vedremo in estate che cosa accadrà. Resta il fatto che la tempistica e il metodo con cui scattano gli incrementi tariffari non sono condivisibili. Sulla tempistica c'è poco da dire, perché è dettata dalla manovra. Tuttavia la Sicilia è una regione dove quasi la totalità dei trasporti avviene su gomma, l'aumento dei pedaggi autostradali potrebbe comportare il rincaro di tutte le merci o quasi.  A fronte di questi aumenti che cosa garantisce il consorzio. Quali sprechi verranno tagliati? Quali efficienze verranno cercate?  Domanda inutile. Le autostrade siciliane vantano diversi primati. Tutti, purtroppo, negativi. Per esempio quello del numero dei casellanti: ce ne sono venti per ogni cancello. Il 45 per cento degli incassi serve a pagare gli stipendi. Nessuna delle altre 23 concessionarie dell´Anas supera il tetto del 35 per cento. Una situazione talmente scandalosa da costringere la Corte dei conti, a chiedere lumi sulle indennità dei casellanti finiti dietro una scrivania nella sede di Messina o di Palermo. Non è successo nulla.
Che dire? Gli aumenti tariffari, in queste condizioni, serviranno solo ad alimentare gli sprechi.

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