"Quel costruttore non si tocca": e dagli estorsori ecco le scuse

La vicenda emerge dalle intercettazioni. Protagonisti Francesco Paolo Sbeglia, il figlio Francesco con il socio Filippo Chiazzese e l'esattore Salvatore Davì

PALERMO. E anche gli estorsori furono costretti a chiedere scusa per aver tentato di imporre il pizzo alla persona sbagliata. I protagonisti della vicenda che emerge dalle intercettazioni sono Francesco Paolo Sbeglia, il figlio Francesco, Filippo Chiazzese e Salvatore Davì.
Davì provò attraverso i suoi uomini a imporre la tassa mafiosa a Chiazzese e al socio Francesco Sbeglia, che con la loro ditta stavano costruendo alcune villette. "Provvidenziale" l'intervento del padre di Sbeglia che trattando con i boss riuscì a togliere l'impresa del figlio e del socio Chiazzese dalla morsa. Dopo alcuni giorni, l'esattore tornò e chiese scusa.
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