"Aiello congiunzione tra mafia e Cuffaro"

La requisitoria del pm Di Matteno nel processo in cui l'ex governatore è imputato per concorso in associazione mafiosa. La risposta: "Ricostruzione fuori dalla realtà"

PALERMO. I rapporti tra Michele Aiello, imprenditore della sanità condannato per mafia, e Salvatore Cuffaro, ex governatore siciliano, di cui ha parlato anche il collaboratore di giustizia Nino Giuffré, sono al centro della requisitoria del pm Nino Di Matteo nel processo - che si svolge con il rito abbreviato, in cui Cuffaro è imputato per concorso in associazione mafiosa - davanti al gup di Palermo Vittorio Anania. Questa mattina è in corso la quarta e ultima parte della discussione dei pm che si concluderà nel pomeriggio con le richieste di pena.    "Aiello costituiva un importante anello di congiunzione tra Cosa nostra e Salvatore Cuffaro - ha detto Di Matteo -. Aiello ha stabilito negli anni un vero e proprio patto di protezione con Cosa nostra che garantiva e tutelava l'espansione della sua attività imprenditoriale. Il rapporto tra Aiello e Bernardo Provenzano prevedeva una serie di prestazioni e controprestazioni di cui si agevolano entrambi. La ditta Aiello si è occupata, grazie alla volontà mafiosa, della costruzione di numerose strade interpoderali. Da parte sua Aiello assumeva personale indicato da Cosa nostra, ovviamente pagava la 'messa a posto'. Ma soprattutto Aiello aveva dei rapporti con rappresentanti istituzionali che interessavano a Cosa nostra e che gli consentivano di avere informazioni riservate su alcune indagini in corso".    
Tra questi rapporti, secondo i pm, c'era anche quello con Cuffaro "che in cambio - ha spiegato Di Matteo - aveva la possibilità di avere a disposizione le strutture sanitarie di Aiello per fare favori ad amici ed elettori”.
"Francesco Campanella, diventato collaboratore di giustizia – ha aggiunto Di Matteo - chiarisce come il rapporto tra Cuffaro e Cosa nostra non sia stato un evento sporadico e casuale ma piuttosto interno al patto politico - elettorale - mafioso".
Ma Cuffaro non ci sta: "Il pm sta dicendo cose che meravigliano persino me, che quel periodo l'ho vissuto. Con tutta la mia fantasia non riesco a capirle. E' la sua versione, poi ci sarà la nostra. Nella sua ricostruzione ci sono interpretazioni fuori dalla realtà. Aiello ci chiedeva l'inserimento nel nomenclatore di alcune prestazioni che non c'erano. Aveva delle strumentazioni che prevedevano queste prestazioni. Questo dato è fuori da ogni logica".

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