Una firma ha tradito Falsone

Il capomafia rintracciato anche grazie alla richiesta per ottenere la patente nautica. Nel suo appartamento di Marsiglia trovato materiale tecnologico

PALERMO. Le indagini che hanno portato alla cattura del capomafia Giuseppe Falsone si sono avvalse di una serie di indizi. Innanzitutto un viaggio all'estero di uno dei suoi fiancheggiatori. Ma valutando tutte le sue false generalità c'è soprattutto una firma che lo ha incastrato. Gli agenti delle Squadre mobili di Palermo e Agrigento hanno infatti trovato un documento che a prima vista potrebbe sembrare superfluo. Si tratta della richiesta per ottenere il rilascio di una patente nautica, compilata a mano e firmata con un nome falso. Su quella firma gli investigatori hanno effettuato una perizia grafologica, comparandola con i pizzini già sequestrati. Secondo Nino De Santis, capo della sezione criminalità organizzata di Palermo, è stata una prova fondamentale.
Intanto, emerge che Falsone avesse il pallino della tecnologia. Nel suo monolocale di Marsiglia, infatti, sono stati trovati computer, cellulare, documenti falsi e altra documentazione. Falsone viveva in un piccolo appartamento soppalcato in un palazzo elegante di Marsiglia, sul boulevard de Notre Dame. I dettagli sul Giornale di Sicilia oggi in edicola (27 giugno 2010).

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