Chiesta l'estradizione di Falsone

Il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo: "Non sappiamo quando sarà trasferito in Italia". E ora è caccia agli altri latitanti

PALERMO. Dopo 11 anni di latitanza Giuseppe Falsone ha trascorso la prima notte nelle celle francesi ripensando alla sua cattura ieri nel boulevard Notre Dame lo stradone che sembra tagliare in due Marsiglia a partire dal mare. Lì in un piccolo monolocale soppalcato il boss agrigentino ritoccato dalla plastica facciale, sembra più per un vezzo estetico che per nascondere alla giustizia i suoi originari lineamenti, aveva impiantato la sua nuova base operativa facilitato dai nuovi strumenti informatici di cui andava matto ed era esperto. Comunicava con skype, leggeva i giornali online della sua terra, Grandangolo e il "Giornale di Sicilia" e non è escluso che avesse aperto un profilo su facebook con un altro nome mentre lavorava alla sua nuova impresa edile. Gli investigatori hanno perquisito accuratamente la casa del boss sequestrando documenti e un pc e notando le apparecchiature di ultima generazione che utilizzava.    
La procura ha già inviato alla Francia la richiesta di estradizione del  mafioso. "Falsone è stato catturato dai poliziotti francesi, grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine italiane, ed è attualmente detenuto in un carcere di Marsiglia. Noi abbiamo già emesso un mandato di cattura internazionale ma non sappiamo ancora quando sarà trasferito in Italia", ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, che ha sottolineato l'importante colaborazione dell'Aisi, l'agenzia informazioni e sicurezza interna.   
Il procuratore ha poi puntato i riflettori sui mafiosi ancora latitanti: "Adesso speriamo di portare a termine al più presto la cattura di Messina Denaro e Messina. Contiamo di poterlo fare magari in tempi non brevissimi, ma neanche troppo lontani".     
I latitanti siciliani nella classifica dei 17 più ricercati sono Gerlandino Messina, 38 anni, che prenderebbe il posto di Falsone nel comando della mafia agrigentina, Giovanni Motisi, 51 anni, palermitano, ricercato dal '99 per omicidio, strage e mafia, Vito Badalamenti, 53 anni, di Cinisi (Pa), ricercato dal '95 per mafia, Giovanni Arena, catanese, 54 anni, ricercato dal '93 per mafia e omicidio, Antonino Lauricella, 56 anni, capo della famiglia del quartiere Kalsa a Palermo, latitante dal 2005, oltre al padrino trapanese Matteo Messina Denaro: il piu' autorevole dei mafiosi condannati ma fuggiti.

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