Percolato a Bellolampo, l’Amia: le analisi ci danno ragione

L’azienda: i risultati ottenuti dagli esami effettuati presso il laboratorio di Torino non evidenziano elementi di inquinamento dei pozzi analizzati

PALERMO. L’Amia, l’azienda che si occupa della gestione di Bellolampo, in un comunicato le notizie, diffuse ieri, secondo cui un laboratorio di Torino (incaricato dal tribunale di Palermo) avrebbe avvalorato la tesi della contaminazione da percolato di alcuni pozzi provati che approvvigionano la città.
Di seguito la nota dell’Amia che spiega le proprie ragioni:

"In relazione alla notizia diffusa ieri Amia, superando il riserbo sinora tenuto e ritenendo che tali informazioni possano costituire ingiustificato allarme, specifica quanto segue.
Le attività di analisi si sono concluse il 21 giugno e sono state condotte sia su campioni di acqua prelevati da quattro pozzi sia su due campioni di percolato.
Il contenuto del verbale delle operazioni peritali sottoscritto dai consulenti tecnici sia del pm che di parte, oltre che dal laboratorio di Torino presso il quale si sono svolte, evidenzia che:

1. Tutti i valori risultano inferiori ai limiti di potabilità delle acque dei pozzi, fatta eccezione in due casi per la consistenza dei nitrati, da sempre associati a fenomeni di contaminazione locale di origine fecale, da cui l’uso irriguo degli stessi.
2. Tutti i metalli, ivi compresi boro e bario, sono riscontrati in concentrazioni compatibili con l’uso potabile (es.: Boro massimo microg/litro 97,3 a fronte di un limite di 1000) e non sono, per qualità e quantità, utilizzabili come indicatori di una provenienza da percolato di discarica.
3. Tutte le attività eseguite dal laboratorio utilizzato hanno avuto un carattere meramente qualitativo, senza determinazione del margine di incertezza delle misure. Ad esempio per l’accertamento della presenza degli Ipa (fluorene, fenantrene ecc.) la prova “in bianco” effettuata su un campione di acqua pura (deionizzata) ne ha evidenziato una presenza addirittura maggiore rispetto a quella dei campioni dei pozzi;
4. Il Cod, rilevato sempre inferiore al limite di 5 ml/l tranne in un caso (6 ml/l), non è risultato comunque significativo, poiché la misura mostra una incertezza superiore al 100%.

I risultati ottenuti dalle analisi effettuate presso il laboratorio di Torino non evidenziano pertanto elementi di inquinamento dei pozzi analizzati riconducibili al percolato della discarica".

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