Corte dei conti, sequestro da 31 milioni per quattro manager siciliani

I destinatari del provvedimento sono gli ex direttori generali della Ausl 6 di Palermo, Giancarlo Manenti e Guido Catalano, il Capo dipartimento, Salvatore Scaduto, e l'ex responsabile del distretto di Bagheria, Lorenzo Iannì

PALERMO. La Procura Regionale della Corte dei conti della Sicilia ha chiesto ed ottenuto dal Presidente della sezione giurisdizionale un provvedimento di sequestro conservativo per un ammontare fino a 31 milioni di euro, un importo pari all'ipotesi di danno erariale configurato nei confronti di quattro manager della Sanità. I destinatari del provvedimento sono gli ex direttori generali della Ausl 6 di Palermo, Giancarlo Manenti e Guido Catalano, il Capo dipartimento, Salvatore Scaduto, e l'ex responsabile del distretto di Bagheria, Lorenzo Iannì.  L'indagine della magistratura contabile riguarda le somme corrisposte per prestazioni non previste nel tariffario regionale ed erogate dalla ex Ausl 6, tra il 2002 e il 2003, in favore delle cliniche Villa Santa Teresa e Atm di Bagheria, allora di proprietà dell'imprenditore Michele Aiello poi arrestato e condannato in appello a 15 anni e sei mesi di reclusione per mafia nel processo sulle cosidette "talpe alla Dda". Aiello, Manenti e Iannì sono stati anche condannati a 4 anni e mezzo per concorso in abuso d'ufficio, nell'ambito dell'indagine sull'accreditamento delle cliniche private dell'imprenditore di Bagheria, in regime di assistenza diretta.  Beni immobili, titoli, conti correnti ed emolumenti sono stati sequestrati ai quattro manager, in varie parti d'Italia, a conclusione di una operazione congiunta condotta dai Carabinieri dei Nas e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo.  

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