Servizio idrico, Uil: “In Sicilia necessario un cambiamento”

PALERMO. “Dall'inizio dell'anno sono state soppresse le Autorità d'Ambito per la gestione del servizio idrico. Ma oggi in Sicilia il bilancio non è positivo. Non sono infatti decollati gli investimenti. La rete continua ad essere un colabrodo, con un elevato livello di dispersione di acqua. La gestione è ancora abbastanza caotica e a questo si è aggiunto un aggravio delle tariffe per i cittadini. Bisogna capire come cambiare e nello stesso tempo tutelare i lavoratori. Il ritorno all' “antico” non ci convince più”. Lo hanno detto Claudio Barone, segretario regionale della Uil Sicilia, e Maurizio Terrani, segretario generale della Uilcem Palermo, durante il convegno “Il servizio idrico integrato. Quale futuro in Sicilia”. All'incontro hanno preso parte anche Vincenzo Cannatella, presidente dell'Amap Spa, l'assessore regionale Pier Carmelo Russo, i tecnici Giovanni Pizzo ed Ernesto Salafia, ed Antonio Ferro, segretario regionale della Uil Palermo. “Adesso non servono false contrapposizioni tra pubblico e privato, che rischiano di essere slogan ideologici - hanno aggiunto i sindacalisti -. Occorre entrare nel merito delle scelte organizzative. Un'idea che ci convince, sostenuta anche dall'assessore   Russo,  è quella di separare le responsabilità di chi a oggi detiene la proprietà delle reti dell'acqua - cioè i soggetti pubblici che decidono su investimenti e opere da realizzare - da quella dei soggetti gestori, che invece devono obbedire a criteri e logiche di tipo aziendale”. Barone e Terrani concludono: “Va poi definita meglio la competenza del cosiddetto Sovrambito che in Sicilia ha una funzione strategica e regola i vari rapporti tra i bacini idrici. Infine proponiamo con forza, l'istituzione di un autorità di controllo sulla qualità del servizio idrico, sulle tariffe e sugli aspetti gestionali”.

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