Sabato, 22 Luglio 2017

Bellolampo, una roulette russa

Sicilia, Editoriali

Il prefetto aveva assicurato che per almeno sette mesi saremmo stati tranquilli. L’Amia, di rimando, aveva ribattuto che non si sarebbe potuto andare oltre i due mesi. Nella peggiore delle ipotesi, insomma, si sarebbe arrivati fino a poco dopo Ferragosto. E già gridavamo all’allarme... Ebbene, lo scenario si sta rivelando ancora peggiore. Perché non solo non c’è intesa sui tempi di saturazione della quinta vasca di raccolta dei rifiuti a Bellolampo, ma addirittura si litiga sull’entrata in funzione della stessa. Risultato: fra dieci giorni l’attuale quarta vasca chiude e con essa, se non succede niente nel frattempo, chiudono anche i cancelli dell’intera discarica. Così il paradossale gioco dell’oca si sta trasformando in una tragica roulette russa.


La prefettura ha respinto il piano dell’Amia e ne ha mandato all’ex municipalizzata un altro. Che però, dicono i commissari di un’azienda ancora fra la vita e la morte, non ha alcun valore perché privo di timbri e firme. Insomma, carta straccia, dicono. Nel frattempo, il prefetto Giancarlo Trevisone, in pensione a fine mese, ha già tolto le tende ed è andato in ferie. Di fatto ha già detto addio a Palermo. In un balletto di competenze e responsabilità che non accenna a risolversi - nonostante gli appelli del sindaco, della Regione, dello stesso ministro Stefania Prestigiacomo - Palermo e una quarantina di centri della provincia rischiano di ritrovarsi a non poter più smaltire i propri rifiuti. Presto, prestissimo. Qualcuno è in grado di rendersi conto della gravità della situazione, o no?

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