Sicilia, Politica

Formazione, tensione tra sindacati e Regione

L'assessore Mario Centorrino replica duramente alla Cisl, che l'aveva criticato: "Stiamo contenendo la spesa e innalzando la qualità. E queste non sono chiacchere"

PALERMO. Sulla formazione professionale resta alta la tensione tra sindacati e Regione. Alla Cisl, che aveva bollato l'esito del vertice di venerdì come «chiacchiere, di fronte alle quali i lavoratori non potranno che proseguire nella mobilitazione», replica duramente Mario Centorrino, presente a quell'incontro insieme al governatore Raffaele Lombardo: «Puntare su contenimento della spesa ed innalzamento della qualità della formazione, su una rigorosa valutazione delle rendicontazioni e sul rafforzamento dei criteri di accreditamento non sono chiacchiere, ma obiettivi precisi», afferma l'assessore regionale alla Formazione professionale, rispondendo alle parole di Giorgio Tessitore della Cisl. Poi aggiunge: «Se nel caso di alcuni enti ci si trova di fronte ad evidenti squilibri gestionali, è bene guardare nell'operato dei loro dirigenti, piuttosto che aizzare i lavoratori in un conflitto improbabile e inutile contro la Regione».  La Cisl aveva tacciato il governo regionale di operare in modo «irresponsabile e privo di sensibilità sociale, ignorando le ripetute richieste di riordino avanzate da lavoratori e sindacato». Secondo il sindacato «restano irrisolti i problemi del pagamento delle retribuzioni arretrate, dell'assenza di copertura economica per gli stipendi che matureranno negli ultimi quattro mesi dell'anno, dell'esubero di personale e del mancato rifinanziamento delle attività degli sportelli multifunzionali nei quali sono impegnati più di 1.800 lavoratori e per i quali dal 21 maggio la Regione non ha più in bilancio le somme per servizio e stipendi».  Interviene pure la Uil con Claudio Barone (segretario regionale) e Giuseppe Raimondi (segretario della Formazione professionale): «In merito all'incontro con Lombardo e Centorrino, ribadiamo che prima di tutto occorre mettere in sicurezza i lavoratori. Se entro il 30 giugno non verrà approvata la norma che consenta di proseguire l'attività, i 1.850 lavoratori che operano presso gli sportelli multifunzionali si ritroveranno in mezzo alla strada. Sul mantenimento di questo impegno, già assunto da Lombardo nell'incontro di Catania e ribadito ora, si gioca la credibilità del governo».  Poi la Uil sottolinea che «l'emendamento sul prosieguo dell'attività degli sportelli non è stato accettato per motivi tecnici. Il governatore deve attivarsi perché possa essere predisposto per la prima data utile un intervento legislativo senza il quale avremmo conseguenze drammatiche. Accanto a questo va onorato l'impegno a integrare i fondi del piano per l'offerta formativa, oggi insufficienti». Infine Barone e Raimondi sollecitano «lo sblocco del progetto Futuro Semplice, che risolverebbe il problema di più di 400 lavoratori del settore. Questi sono gli interventi di messa in sicurezza, che possono rendere credibile un'azione di razionalizzazione del settore della formazione. Dobbiamo infine verificare tutti gli interventi possibili in via amministrativa, perché consapevoli delle difficoltà che un percorso di riforma legislativa di questo settore può incontrare».

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