“Cose da sindaco”, il no all’auto blu di Zambuto il gesto più gradito

La rinuncia alla vettura di rappresentanza del primo cittadino di Agrigento votato dal 50% dei lettori di www.gds.it

AGRIGENTO. «Sì, sono contento del fatto che la mia iniziativa, l'avere rinunciato all'auto blu, sia stata apprezzata a livello regionale, che sia emersa questa sensibilità del popolo siciliano».
A parlare è il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che nel sondaggio lanciato un paio di settimane fa dal sito internet del Giornale di Sicilia (www.gds.it), con quasi il 50 per cento delle «preferenze», ha «sbaragliato» tutti gli altri primi cittadini dei capoluoghi siciliani.
Ognuno di loro era stato invitato ad indicare quale fosse stata, dall'insediamento l'iniziativa più bella portata avanti e realizzata.
Zambuto non ha avuto dubbi nel «segnalare» quella che secondo lui è stata la sua iniziativa più significativa a cui ha pensato da subito, appena diventato sindaco.
Ha infatti raccontato che appena messo piede in Municipio, pensò subito - mettendo in atto tale proposito pochi giorni dopo - di rinunciare alla propria auto blu, una lancia Thema, che fruttò circa 20 mila euro.
Zambuto prese contatti con il concessionario Lancia di Agrigento. Andò così a consegnargli la Thema e senza scomporsi, convinto di avere fatto la scelta migliore, tornò in Municipio a bordo di una Panda.
Sì, perché, quei 20 mila euro avuti in cambio dell'auto blu, permisero alla sezione agrigentina della Lilt, la «Lega italiana per la lotta contro i tumori», di acquistare un pulmino per consentire ai malati di tumore di potere raggiungere giornalmente centri fuori provincia, dove sottoporsi a radioterapia, di cui Agrigento è sprovvista.
Zambuto trovò le casse comunali vuote, con il Comune pieno di debiti, sull'orlo del dissesto finanziario. Chiese sacrifici ai suoi concittadini, consapevole però che doveva dare l'esempio, che non poteva starsene con le mani in mano. Ecco allora l'auto blu portata in concessionario, ma anche la riduzione della propria indennità e di quella degli assessori comunali del 30 per cento.
Scelte che rifarebbe ad occhi chiusi e che ritiene appunto le più belle, pur avendo portato a termine altri progetti significativi come la riapertura di una villa chiusa da anni o della biblioteca comunale ospitata nei locali dell'ex archivio notarile o quella, più recente, di aver restituito alla città lo splendido ex collegio dei Filippini.
«Spesso, racconta Zambuto, nei miei spostamenti istituzionali mi capita di incrociare il pulmino della Lilt. Beh, devo confessare che ogni volta è una emozione. Sì, mi commuovo ed allo stesso tempo mi riempie di gioia pensare di aver aiutato tanta gente che soffre».
«Stiamo attraversando, conclude il sindaco di Agrigento, momenti difficili. Penso che ciascuno di noi sia chiamato a dare il proprio contributo, soprattutto quando da un gesto semplice, può derivare qualcosa che faccia soffrire di meno, che dia sollievo a quelle tante famiglie che giorno dopo giorno, direi ora dopo ora, sono costrette a fronteggiare situazioni drammatiche. Sì, sono sinceramente contento che la mia iniziativa sia stata apprezzata e condivisa».

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