Falsa testimonianza, chiesta condanna per Caputo

PALERMO. L'assoluzione del deputato regionale del Pdl Salvino Caputo dall'accusa di falsa testimonianza nel processo "Talpe in Procura" è "inconcepibile e inopinata": a sostenerlo è il procuratore generale di Palermo Angela Tardio, che oggi ha chiesto la condanna dell'esponente politico a cinque anni, tanti quanti ne aveva chiesti in primo grado il pm Nino Di Matteo.  Caputo, che è avvocato, era stato scagionato con l'applicazione di una "causa di non punibilità": secondo il giudice monocratico Daniela Vascellaro l'attuale vicesindaco di Monreale aveva mentito per salvare se stesso e il proprio onore dal rischio di una condanna per il reato di favoreggiamento. La Procura aveva fatto ricorso: Caputo avrebbe cercato infatti di agevolare uno degli imputati del processo Talpe, l'ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, cercando di non fare rispondere ai pm uno degli indagati del processo, il medico Salvatore Aragona. Caputo, sentito in aula, aveva però negato la circostanza. "L'onore non si salva con l'apparenza - ha affermato il pg - la dichiarazione di falso è ancora più grave, specialmente per un avvocato, che non può prendere in giro la giustizia". Oggi la prima sezione della Corte d'appello avrebbe dovuto emettere la sentenza, ma la difesa ha chiesto un rinvio per un contestuale impegno di uno dei due difensori.  Il processo è stato rinviato al 21 ottobre.

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