Sicilia, Politica

Romano: in giunta? Sì, anche senza il Pdl

Il leader siciliano dell’Udc: serve un nuovo governo per affrontare le emergenze e che conduca poi al voto

PALERMO. «Un nuovo governo, nato per affrontare le emergenze e che conduca poi al voto. Se Lombardo ascolterà questo appello, siamo pronti a farne parte anche se il Pdl deciderà di non entrare»: Saverio Romano, segretario regionale dell’Udc, che ufficializza la linea alla presenza di Pier Ferdinando Casini.

Onorevole Romano, si parla tanto di Lombardo quater. Un governo che potrebbe essere di soli tecnici o di politici esperti nei vari rami d’amministrazione. Lei come la vede?
«Sono solo formule furbesche per continuare a galleggiare e restare a esercitare potere. Così il Pd continuerebbe a truffare i suoi elettori evitando lo scontro con Dell’Utri e Miccichè che non vogliono saperne di fare uscire i loro assessori».

Voi cosa proponete?
«Il Lombardo ter è morto prima di nascere. Naturale che si debba rimettere mano alla giunta. Ma secondo noi la crisi economica-occupazionale è talmente grave che serve un governo per le emergenze, sganciato da maggioranze politiche, e che conduca alle elezioni diciamo ad aprile 2011».

Quali emergenze dovrebbe affrontare?
«Bisognerebbe riscrivere la Finanziaria cancellando spese inutili come quelle per la tabella H o la legge obiettivo, che oggi non sono più sostenibili. Le somme risparmiate dovrebbero andare a finanziare aiuti alle famiglie, misure per il lavoro e incentivi alle piccole e medie imprese. È molto demagogico invece parlare di tagliare le Province, l’assessore Michele Cimino - che lo ha proposto - mi è sembrato ridicolo».

Voi siete i più stretti alleati del Pdl ufficiale, che però ha detto no a qualsiasi rapporto con Lombardo. Come vi comporterete se il governatore aprirà alla vostra proposta?
«Noi siamo autonomi e scegliamo le alleanze al momento opportuno. Se il nuovo governo avrà le caratteristiche che ho descritto noi ne faremo parte a prescindere da chi c’è. Il Pdl sbaglierebbe se dicesse no a priori. Se trovassimo un barlume di lucidità in lombardo, dovremmo prenderlo per buono. Ma ciò non vuol dire entrare a far parte di una maggioranza politica, infatti noi poi chiediamo le elezioni».

Casini viene a salutare l’arrivo nel partito siciliano di Marianna Caronia. Ci sono altre mosse pronte?
«Annunceremo l’ingresso nell’Udc del Movimento popolare siciliano. Si tratta degli ex margheritini che non hanno voluto entrare nel Pd. Passano con noi Nino Borrometi, Fausto Spagna, Enzo Zummo e tanti altri. Procediamo verso il partito della nazione, cioè un polo di centro che raccolga le energie più vitali, giovani e innovative del Paese».

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