Sicilia, Sport

Inghilterra-Usa, pari deciso da una papera

I Bianchi di Capello segnano e si spengono. Green fa cilecca e si fa scivolare il pallone delle mani consentendo l’1-1

RUSTENBURG. È il calcio vero, quello fatto di papere e del piccolo che inchioda il grande, ad uscire vincitore dalla sfida di Rustenberg tra Inghilterra e Stati Uniti. Una sfida che si era gonfiata nell'attesa di mesi, anni, per l'Inghilterra che non vince da una vita. Un'attesa interminabile per il compito di Fabio Capello ct alla corte della Regina, sorretto dalla fede messianica dei tifosi. Una sfida per la sicurezza del Sudafrica organizzatore di fronte a una partita sulla quale diceva di aver messo gli occhi persino al Qaida. E invece, il pallone ha fatto uno sberleffo a tutti con il paperone del povero Robert Green.
È lo sberleffo del prato verde e dell'erba che fa scivolare lo Jabulani e che non fa stringere attorno al pallone i guanti di un portiere che Capello ha impiegato settimane a scegliere fra tre candidati. "Fino a due ore prima della partita – aveva sentenziato ieri il ct - non dirò niente a nessuno. Fa bene stare sulla corda, tutti hanno diritto di giocare".  
Trentamila sudditi di sua Maestà, 10.000 american citizen per una cornice che ha reso affascinante anche il più brutto stadio dei mondiali, quel Royal Bafokeng costruito a 10 km da Rustenburg perché venuto su con i soldi del "re" della homeland di Phokeng e non con quelli del Comune della cittadina delle miniere di platino.  
Era cominciata benissimo per l'Inghilterra, che dopo soli 4' andava in rete con il suo capitano, Steven Gerrard, che toccava di esterno destro alle spalle di Howard un pallone che gli era stato confezionato dalla coppia di attaccanti Rooney-Heskey. L'Inghilterra sembrava padrona del campo, giocava senza spingere e neutralizzava gli americani quasi fosse un allenamento.
L'unico a non essere tranquillo era Fabio Capello, che si dimenava e dava indicazioni, soprattutto ai giocatori di fascia, Johnson e Milner. Il primo campanello d'allarme suonava al 19', quando un bel pallone in area di Donovan trovava la testa di Altidor che riusciva a mangiarsi un gol fatto. Capello furioso, la partita si ravviva, Heskey entra duro sul portiere avversario, Rooney torna sugli angoli e difende come un mastino, Milner si fa ammonire e Capello lo cambia mettendo dentro il dinamismo a sinistra di Wright-Phillips. Ma sono gli Usa a punzecchiare, prima con Donovan poi, al 40', con Dempsey. Un tiro qualsiasi, appena volenteroso, sul quale Green, scelto da Capello dopo settimane di riflessione come nuovo titolare, compie una papera incredibile. Per i 30.000 inglesi increduli, peggio di un concerto di 'vuvuzelas'.
Nel secondo tempo, l'Inghilterra entra come se dovesse far male, Heskey si presenta da solo in area ma spara addosso ad Howard, autore di una gran partita a differenza del dirimpettaio. Poi ci prova Lampard da fuori ma sono ancora gli Stati Uniti a sfiorare il gol con il velocissimo Altidore che si beve in velocità Carragher, entrato nella ripresa al posto di King, e tira. Green prova a riscattarsi dalla papera e ci riesce con l'aiuto del palo. Gli inglesi sembrano capire che ormai è la serata in cui non riesce più niente, Capello ha finito la voce a forza di gridare, tutti ci provano ma senza convinzione, da Lampard a Rooney, ma l'occasione d'oro è per Wright-Phillips: Howard è ancora una volta un muro invalicabile.
Finisce con i ragazzi di mister Bradley a festeggiare sotto la curva americana, che espone pochissimi vessilli, e con gli inglesi che filano via delusi ma nemmeno tanto. L'esordio c'è stato, la papera pure, ora tutto andrà in discesa, con Algeria e Slovenia vietato nutrire dubbi.

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