Sicilia, Cultura

De Niro: "La mafia? Una guerra da combattere"

L'attore americano al Taormina Film Fest per la Master Class parla dei suoi prossimi film e della Sicilia. "Sono qui per la quarta volta, con questa terra ho un legame molto stretto"

TAORMINA. Se uno si chiama Robert De Niro, semplicemente e magnificamente Bob, quando si materializza in carne ed ossa la platea si incanta e si infiamma ancor prima che lui proferisca sillaba. Accade nel contesto del Taormina Film Fest, dove l'interprete di Taxi Driver è salto in cattedra per la Master Class. Un volo a tutto campo, nel quale l'attore ha scandito passato, presente e futuro. A proposito dei nuovi progetti, è in cantiere avanzato il sodalizio con Martin Scorsese, il regista con cui il rapporto umano e professionale è inossidabile al di là della frequenza. E' già quasi pronto il copione del loro prossimo film, tratto da una piece di un autore irlandese intitolata 'Ho sentito che dipingi case'. Una storia di criminalità, nel solco di 'Good Fellas', incentrata su un killer nell'America di Jimmy Hoffa, il
potente sindacalista che fece una misteriosa e brutta fine. Smentisce quindi De Niro che si stesse lavorando ad una sceneggiatura su Frank Sinatra.
In splendida forma, accattivante e disponibile, l'attore sottolinea che questa è la sua "quarta volta in Sicilia, con cui ha un legame strettissimo". Il prologo nel 1965 per un periplo isolano in autostop, poi altre due volte per la preparazione e l'interpretazione del 'Padrino Parte II' (Oscar) e infine oggi per ritirare il Taormina Award. A proposito della sua seconda regia, 'The Good Shepherd', ambientato nell'opaco e oscuro mondo della Cia, De Niro rileva che "é un mondo che mi ha sempre affascinato, tant'é che ho in programma altri due titoli sul tema. Il primo sequel andrà dalla Baia dei Porci (1961) al 1989, mentre la terza parta dalla caduta del Muro di Berlino ai giorni nostri".
IL FUORI PROGRAMMA. Al termine della lezione magistrale di Robert De Niro al Taormina Film Festival, un giovane, visibilmente emozionato e impacciato, ha messo in evidenza che nel suo comprensorio, a Gela (Caltanissetta) enclave di alta mafia, "da un paio di anni stanno accadendo cose strane, Cosa Nostra è riemersa". All'attore, attento e partecipe nonostante un iniziale disorientamento, il giovane ha detto di voler dare i racconti che sta assemblando su questi fatti. Si è quindi avvicinato al palco con due foto in bianco e nero che ha consegnato all'attore e nelle quali sono ritratti, a suo dire, uno zio e due cugini, "che non ci sono piu", ha scandito. De Niro ha brevemente guardato le istantanee restituendole poi all'interlocutore con palese sentimento di solidarietà.
A Robert De Niro non sono state risparmiate domande sull'attualità politica italiana. L'attore ha ammesso candidamente di non conoscere granché della legge in discussione sulle intercettazioni e la libertà di stampa e, riferendosi all'affermazione di Silvio Berlusconi sul fatto che le fiction sulla mafia abbiano danneggiato il nostro paese, ha detto: "Non voglio essere coinvolto nella politica italiana ma sono convinto che dobbiate combattere una guerra".

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