Omicidio netturbino a Caltagirone, Gip: "E' volontario"

CALTAGIRONE. Il Gip di Caltagirone, accogliendo la tesi della Procura, ha convalidato l'arresto e emesso ordine di custodia cautelare in carcere per Gesualdo Sapienza, di 49 anni, che due giorni fa ha ucciso a fucilate Carmelo Ferraro, un netturbino di 35 anni, sostenendo di avere sparato per legittima difesa. I reati ipotizzati sono omicidio volontario, detenzione illegale e ricettazione di arma da fuoco. La polizia, che indaga, ritiene che tra i due ci fossero di dissidi economici per debiti non pagati. L'uomo ha sostenuto di essere stato vittima di un'aggressione in casa da parte di quattro persone e di avere sparato perché temeva per la sua vita. Secondo la tesi dell'accusa, invece, Sapienza avrebbe sparato al culmine di una lite, prima di essere aggredito, esplodendo anche un colpo di fucile da distanza ravvicinata. Gesualdo Sapienza è un personaggio noto alla cronaca nera: fu uno dei quattro banditi che, il 30 dicembre del 1981, durante un tentativo di rapina ai passeggeri di un autobus di linea Catania-Palermo della Sais uccisero l'autista del pullman, Giuseppe Savarino, e l'avvocato Enzo Auteri, ex presidente della Provincia del capoluogo etneo. Fu condannato, in maniera definitiva, a 27 anni e sei mesi di reclusione in qualità di esecutore materiale del duplice omicidio. In primo grado a sostenere l'accusa davanti alla Corte d'assise di Catania è stato l'allora pm Francesco Paolo Giordano, che oggi è il procuratore capo di Caltagirone, l'ufficio giudiziario che coordina le indagini della polizia.

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