Manovra, Province di Palermo e Catania sul podio dei tagli

In testa Napoli, poi seguono le due amministrazioni siciliane che dovranno rinunciare complessivamente a 77 milioni fra il 2011 e il 2012

ROMA. La Provincia di Napoli  sarà quella più penalizzata dagli effetti della manovra economica nazionale, seconda Palermo, terza Catania. Nella Provincia partenopea tagli ai trasferimenti pari a oltre 20 milioni di euro nel 2011, mentre nell'anno seguente aumenteranno toccando i 34 milioni di euro; la provincia meno penalizzata sarà invece quella di Taranto alla quale nel 2011 saranno sottratti quasi 5 milioni e nel 2012 quasi otto.
E' quanto emerge da una prima proiezione dell'Upi, l'Unione delle province italiane, sugli effetti della manovra economica che ha fatto una classifica dei 19 enti più colpiti. Il taglio dei trasferimenti colpisce solo quelle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali (sono 22 quelle che hanno azzerato la contribuzione da parte dello Stato) e che quindi, per definizione, non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata. Gli enti interessati si troveranno a dover gestire risorse ridotte di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% a partire dal 2012.  Dopo Napoli segue a ruota Palermo (quasi 16 milioni nel 2011; e oltre 26 milioni nel 2012), segue Catania con quasi 13,5 il primo anno e oltre 22 milioni il secondo. Nell'elenco è prevalente la presenza di province del sud; la regione più bastonata sembra essere la Sicilia, mentre il centro nord è rappresentato da tre province: Cuneo con un taglio di 5,8 milioni di euro nel 2011 e di 9,7 circa nel 2012; Perugia (5,6 milioni circa nel 2011 e 9,4 circa nel 2012) e Pavia con 4,8 milioni nel 2011 e 7,9 circa nel 2012.  A questo si aggiunge una costante riduzione delle entrate proprie che passano da un totale registrato nei primi 5 mesi del 2009 di 1.702.461.215 euro ad una cifra complessiva nei mesi corrispondenti nel 2010 di 1.499.987.157 con una flessione dell'11,89. "La manovra - ha detto il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione - che non è equilibrata nel peso tra tagli allo Stato e tagli agli enti locali, e neppure nella ripartizione del peso del patto di stabilità sui singoli enti:  attualmente solo 69 province su 100 contribuiscono alla manovra di comparto, essendo stata fotografata al 2007 la loro situazione di disavanzo, mentre le altre 31 non contribuiscono poiché in avanzo".

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