Guarire dai tumori? Ora si può

Sui tumori c'è ormai un'ampia letteratura, non solo di medici, oncologi, di esperti di prevenzione, di associazioni ed enti (Lilt, Airc, ecc.) che si occupano di ammalati di cancro, ma anche di «pazienti»che scrupolosamente testimoniano sul decorso della loro malattia sino alla guarigione o,purtroppo, per alcuni, sino alla morte. Ma il libro di cui vogliamo parlare lo ha scritto il prof. Dominique Belpomme, «Come guarire dal cancro e come evitarlo» . L'autore è un oncologo francese molto stimato, lavora al Centro ospedaliero Pompidou di Parigi e insegna cancerologia all'Università Paris-Descartes, oltre ad essere presidente dell'Artac (un' associazione di medici specializzati nello studio dei tumori). Nel libro si premette che il cancro è una malattia dei tempi moderni, che i dati più recenti confermano che la metà degli ammalati guarisce:un buon risultato,anche se non ancora soddisfacente. Oggi è necessario prendere atto che non è più sufficiente la sola ricerca terapeuta. La vera sconfitta del cancro potrà arrivare solo dalla prevenzione. I cittadini, quindi, opportunamente stimolati e informati devono adottare uno stile di vita improntato ad alcune regole, mentre lo Stato deve compiere scelte drastiche nella lotta all'inquinamento ambientale, agli additivi alimentari e ai prodotti chimici, al tabagismo e al traffico automobilistico. Ormai è ampiamente riconosciuta l'incidenza dell' inquinamento ambientale nella genesi di diverse patologie e, in particolare, del cancro. Per combattere efficacemente questa malattia Belpomme suggerisce "Setteregole". Le riassumiamo: 1) Individuare prima possibile il tumore,con la prevenzione (visite mediche, analisi,ecc.); 2) diagnosi precoce; 3)individuare subito un "oncologo di riferimento" di fiducia; 4) scegliere un centro medico attrezzato; 5) impiegare tutte le proprie forze (anche con aiuti psicologi) nel rispettare gli impegni legati ai trattamenti medico; 6) "non cadere nella trappola delle cosiddette medicine alternative"; 7)mantenere uno stretto rapporto col proprio medico curante e con l'oncologo di riferimento. Sette semplici regole cha aiutano a sconfiggere la malattia comunque a tenerla sempre sotto controllo facendo soffrire i pazienti il meno possibile. Di un'altra malattia, quella mentale, si è scritto molto, soprattutto negli ultimi tempi, in occasione del trentennale della legge 180, detta «legge Basaglia», che sancì la chiusura del manicomi. Con la 180, approvata il 13 maggio 1978, si aprì una nuova epoca per la cura delle malattie mentali. A raccontare la storia dei manicomi, sino alla loro chiusura, ci ha pensato Valeria P.Babini (docente di storia della psicologia all'Università di Bologna), col libro «Liberi tutti» .Nel saggio si rievocanoi traumidatrincea della guerra '15-18, l'invenzione dell'elettroshock, la scoperta degli psicofarmaci, la rivoluzione psichiatrica degli anni '60 sino con gli esperimenti di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori che portarono alla 180. Quella legge "rivoluzionaria" è purtroppo rimasta incompiuta in molte regioni, perché non sono state realizzate strutture psichiatriche alternative in grado di seguire i pazienti in libertà, con conseguenze talvolta terribili per gli stessi ammalati e le loro famiglie.  Sempre in materia sanitaria ricordiamo un saggio di grande interesse di Ivan Cavicchi (docente di sociologia dell'organizzazione sanitaria all'Università Tor Vergata di Roma), «Medicina e sanità: snodi cruciali» Nel libro si analizza la situazione sanitaria -fortemente squilibrata - delle regioni italiane. In sostanza, si sostiene che il Sistema medico-sanitario, non è ancora riuscito a ripensare i suoi tradizionali modelli, in sintonia con i cambiamenti culturali degli ultimi decenni. Da questa scollatura si sono originati problemi delicati, come il contenzioso legale, la delegittimazione dei medici, i conflitti tra professioni, l'eccessivo ricorso alle procedure, la sfiducia nella medicina pubblica, la diffidenza nei confronti dell'ospedale, ecc. Aggiungiamo che l'eccessiva "politicizzazione delle strutture ospedaliere" e del clientelismo hanno favorito la formazione dei bilanci in rosso del sistema sanitaria. Un libro che aiuta a far riflettere anche tutti quei partiti che si propongono di rinnovare profondamente il sistema sanitario italiano. Infine, un saggio curioso e appassionatodi Giorgio Israel, «Per una medicina umanistica » . L'autore insegna storia della matematica all'Università La Sapienza di Roma. La tesi del libro è che la medicina ruota attorno a qualcosa che non esiste nelle scienze esatte: la pratica clinica. Una medicina puramente scientifica rischia di sostituire l'idea di "cura" con quella di "riparazione".Una medicina, ispirata a valori umanistici, non si assoggetta ai precetti di tipo fisico-matematico, ma che valuta i malati semplicemente come esseri umani.

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