Cammarata: Palermo fuori dalla crisi idrica

La nostra serie di interviste «Cose da sindaco» si conclude con Diego Cammarata, sindaco di Palermo. Nell’intervista, il primo cittadino, così come i suoi predecessori degli altri capoluoghi siciliani, racconta la cosa migliore fatta in carriera, la decisione presa da sindaco di cui va maggiormente fiero e da cui ha avuto origine l’iniziativa più bella. La serie di interviste ha avuto come protagonisti anche gli altri sindaci: da domani su www.gds.it sarà possibile votare l’iniziativa preferita

PALERMO. «L’acqua. Senz’altro. Averla portato nelle case di tutti i palermitani».
Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, non ha dubbi quando deve scegliere il risultato della sua gestione di cui va più fiero.


Sindaco, ci racconti la cosa di cui è più soddisfatto e di cui mena più vanto.
«Io mi insediai nel 2001. E quello fu un periodo terribile sotto il profilo dell’approvvigionamento idrico. Ricordo ancora l’impatto, terribile,che ne ebbi. Trovai una città infuocata e a secco. C’erano i silos nelle zone bene di Palermo, la gente in fila con i bidoni. L’anno successivo, nel 2002, la situazione era talmente grave che il governo dichiarò lo stato di emergenza».

E allora?

«Allora mi imposi di lavorare per superare l’emergenza. Ma non solo per passare l’estate, ma per chiudere definitivamente la questione. Ci sono riuscito e ancora oggi mi sembra una delle cose più importanti che abbia fatto per la mia città».

Fu solo l’emergenza a indurla ad affrontare la questione oppure lei l’aveva messa nel suo programma?
«La crisi del momento naturalmente cambiò la mia agenda e le priorità di intervento della mia amministrazione. Tuttavia sin da bambino io ho fatto i conti con la mancanza d’acqua. Ho ancora vivido il ricordo a casa quando aiutavo mia madre a riempire bidoni, pentole e la vasca da bagno per evitare di trovarsi impreparati alle lunghe giornate senza acqua corrente».

Quali furono i primi provvedimenti che vennero adottati da lei?
«Il primo importante risultato raggiunto porta la data del 21 settembre 2002. L’allora presidente del Consiglio , Silvio Berlusconi, taglia il nastro di un’opera portata a termine in appena 45 giorni, un record in campo nazionale: una nuova condotta, lunga 16 chilometri, che convoglia le acque della diga Rosamarina Est al potabilizzatore Imera, nel comune di Scillato. Un intervento che porta nei serbatoi della città da 350 a 400 litri al secondo, in un momento in cui la disponibilità di acqua era al minimo storico. Poi altri cantieri e gli interventi nelle condotte urbane:418 chilometri di nuova rete che serve oltre il 60 per cento della città, esattamente circa 435 mila cittadini. ma sono state servite anche aree periferiche come San Filippo Neri e nelle nuove aree residenziali come Pallavicino, Villagrazia, Partanna...».

La situazione di oggi?
«Nel 2001 l’acqua corrente arrivava solo al 15 per cento delle case; oggi, per fortuna, scorre 24 ore su 24 nel 75 per cento delle abitazioni della città. Con una battuta posso dire che per Palermo la crisi idrica è acqua passata».

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