Dipasquale: indimenticabile l’apertura del porto turistico di Marina di Ragusa

La serie «Cose da sindaco» prosegue con Nello Dipasquale a Ragusa. Nell’intervista, il politico racconta la cosa migliore fatta in carriera, la decisione presa di cui va maggiormente fiero e da cui ha avuto origine l’iniziativa più bella. La serie avrà come protagonisti anche gli altri sindaci dell’Isola. Quando tutte le testimonianze saranno raccolte, sul sito «www.gds.it» sarà possibile votare la preferita.Il sindaco Nello Dipasquale

RAGUSA. A poco meno di un anno dalla scadenza del mandato elettorale, abbiamo chiesto al sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale di stilare un resoconto.

Quale è il ricordo della sua attività che non dimenticherà mai?
«Ci sono molte cose che ricorderò per sempre e che sono accadute durante questo mandato elettorale ma se proprio devo sceglierne una, non posso fare a meno di citare la realizzazione del porto turistico di Marina di Ragusa».

Già, c’era proprio lei, in cima al molo principale ad attendere l’ingresso della prima imbarcazione, il 10 luglio 2009. Un iter, quello del porto che è stato particolarmente cavilloso, prima con una gara andata deserta e poi con una seconda messa a bando dei lavori.
«È una grande opera di cui vado molto orgoglioso oltretutto perché siamo stati i pionieri anche per quanto riguarda le procedure autorizzative, complesse e difficili, e che hanno rallentato i lavori tanto da farci temere l’avvio prima, e poi anche il completamento della struttura. E la procedura l’ho seguita personalmente passo dopo passo».

Settanta milioni di euro: questa la cifra spesa fino ad oggi per il Porto turistico di Marina di Ragusa, un progetto di finanza realizzato, per parti uguali, da una cordata di imprese guidate dalla Tecnis di Tremestieri e da fondi comunitari. In cambio, la gestione della struttura per 60 anni. Poi il porto sarà definitivamente pubblico.
«E così. Ed è un punto di orgoglio. Credo di avere lasciato qualcosa di importante alla mia città».

L’ingresso dalla prima imbarcazione è giunto dopo una lunga corsa per definire le ultime procedure autorizzative. Come lo ricorda?
«Ricordo che era un venerdì. Attendevo quel giorno da 15 anni, ed il sogno che Ragusa potesse avere il suo porto turistico è stato quello che mi ha spinto ad intraprendere la carriera politica nel 1994. Era una giornata di sole, un leggero venticello, e se ci penso sento ancora il rumore dell’acqua rotta dalla prua della prima barca a vela».

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