Lotta alla mafia, vietato abbassare la guardia

In questi giorni si è ricordato il sacrificio dei due giudici Falcone e Borsellino morti nella lotta alla mafia. Sono d’accordo, questi due personaggi sono indimenticabili, ma vorrei dire ai signori politici che governano una città come Palermo che la lotta alla mafia consiste anche a reprimere tante altre cose, tipo: la vendita di prodotti contraffatti e contrabbandati venduti in bella mostra in tutte le strade; l'abusivismo di costruzioni varie e l'occupazione di spazi da ambulanti che piazzano le loro mercanzie in ogni dove; la sosta selvaggia di auto e moto su strisce pedonali, marciapiedi e scivoli per disabili; l'immondizia abbandonata in ogni parte, con i contenitori stracolmi. E tanto altro che ci vorrebbe un libro a scriverli tutti.
Ecco, secondo me la lotta alla mafia deve anche comprendere queste situazioni, perché il controllo continuo del territorio impedirebbe il menefreghismo di certa gente, costringendola a comportarsi da persona civile. Quindi ricordare nei nostri cuori chi si è sacrificato ed impegnarsi a rendere vivibile la città al servizio del cittadino che possa un domani dire: amo vivere in questa città perché qualcuno con il suo impegno la resa tale.
Nicola Talluto, Palermo

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