La città d'estate sommersa dai rifiuti

Appuntamento a Ferragosto. Quando la prevedibile canicola estiva e l’annesso scirocco potrebbero produrre un micidiale cocktail con le esalazioni dei rifiuti che - udite, udite - torneranno a putrefarsi sulle strade di Palermo. Già, perchè l’allarme lanciato ieri dai tre commissari dell’Amia lascia presagire proprio questo scenario, imminente e drammatico. Ci avevano assicurato - il Comune, il prefetto - che la costruenda quinta vasca di raccolta a Bellolampo avrebbe dato tregua per un anno abbondante. Comunque pochissimo, vista la brusca frenata sulla realizzazione dei termovalorizzatori da parte della Regione, con annessi ping pong polemico e disfida politica. Scopriamo invece che in quella grossa voragine che le ruspe stanno scavando lassù in discarica si potrà gettare immondizia per non più di 70 giorni. E poi? Buio fitto. Non una risposta, non una soluzione, non una prospettiva neanche generica. Prepariamoci dunque ad un’estate di caldo e fetore e cominciamo ad abituarci fin d’ora al senso di vergogna che proveremo con le migliaia di turisti che (malauguratamente) sceglieranno Palermo per le loro vacanze d’agosto. Si è ormai stretti fra il buio di chi ha grossolanamente sbagliato i conti sulla discarica e l’immobilismo di chi resta ancorato alla utopica favoletta della raccolta differenziata come soluzione finale (rifiutando strutture come i termovalorizzatori, che altrove hanno invece risolto il problema). Così resta intrappolata una città che viaggia spedita verso una nuova intollerabile emergenza.

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