Sicilia, Cultura

L'animo giocoliere di Giuseppe Balsamo

Lo scrittore Giulio Leoni ha firmato “La ladra di Cagliostro”, immagina nel suo romanzo che "Il Conte" si sia presentato agli inquisitori del Dogato di Venezia offrendo identità sfuggenti, sempre suggestive

CATANIA. Il più grande giocoliere dell’animo umano è stato un palermitano. Gli piaceva manipolare i suoi interlocutori sin dalle presentazioni offrendo di sè identità sfuggenti, diverse, sempre suggestive. Si chiamava Giuseppe Balsamo. Anzi, no. Lo scrittore Giulio Leoni, che per Mondadori ha appena firmato “La ladra di Cagliostro” (pp. 238, € 17), immagina nel suo agile romanzo che “Il Conte” si sia presentato così agli inquisitori del Dogato di Venezia: “Il mio nome lo conoscono solo le sabbie del deserto africano e i libri nascosti nelle piramidi che hanno annunciato la mia venuta. In questo secolo, sono conosciuto come il conte di Cagliostro e quello di gran cofto è il titolo che la mia saggezza mi assegna. Quanto a quel Giuseppe Balsamo di cui avete parlato, il suo nome mi è sconosciuto”.  Autentico giramondo del ‘700, partito dalla Sicilia per una sorta di “crociera della vita” che lo portò in mezza Europa e nella stessa terra dei faraoni, Cagliostro era un “uomo delle stelle”. Riuscì, infatti, a vivere sulle illusioni e speranze della gente del suo tempo per poi morirne, proprio come il monumentale Joe Morelli interpretato da Sergio Castellito nel film di Peppuccio Tornatore. La tappa veneziana di uno dei più sconcertanti e noti figli di Palermo ha ora ispirato Leoni, romanziere di sfrenata fantasia, già autore di una fortunata serie di lavori dedicata a Dante Alighieri nella veste di detective. Nell’omaggio dell’autore romano, ultimo di una significativa lista capeggiata da Alexandre Dumas padre, Cagliostro è abilmente descritto nel concepimento e nella realizzazione di una “stangata” ai danni del Doge. Non è solo, però, in questo azzardo: lo aiutano tre ragazzini veneziani e soprattutto una talentuosa, giovanissima, ladruncola cresciuta in orfanotrofio e ben presto fuggita da quelle mura, esattamente come Balsamo che visse gran parte dell’infanzia tentando di sottrarsi agli Scolopi dell’istituto palermitano di San Rocco e, poi, ai frati del “Fatebenefratelli” di Caltagirone. Davvero di piacevole e facile lettura le pagine di Giulio Leoni, che non ha la pretesa di scrivere romanzi storici ma solo di divertire fantasticando attorno a un personaggio entrato per buon ingegno e strana sorte nella Storia .

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