Regione, cambiano i dirigenti ai vertici: nomine sotto esame

Lombardo ha scelto un nuovo capo di gabinetto: Gianluca Galati subentra a Nino Scimeni. In pensione Rino Lo Nigro, storico capo dell'agenzia per l'impiego

PALERMO. Raffaele Lombardo ha scelto un nuovo capo di gabinetto: Nino Scimemi lascia il posto a Gianluca Galati. Un cambio al vertice nella struttura dei più stretti collaboratori del presidente che arriva proprio nel giorno in cui cominciano a prendere forma i dubbi della commissione di esperti che sta esaminando i curricula dei 9 dirigenti esterni nominati nella notte fra il 29 e 30 dicembre scorso ma mai messi sotto contratto. E da ieri è anche ufficiale che lascerà la Regione il più esperto dei dirigenti oggi in servizio, Rino Lo Nigro: storico capo dell’Agenzia per l’impiego.  Galati, avvocato amministrativista, è un giovane ma già esperto super burocrate. Originario di Sant’Agata di Militello, nel Messinese, ha 37 anni e conta esperienze nell’ufficio di gabinetto dell’assessorato all’Industria e in varie società regionali. Nella legislatura scorsa è stato nello staff dell’allora presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. Poi, fino a ieri, è stato il vice capo di gabinetto di Lombardo. Il governatore ha ringraziato Scimemi per la collaborazione annunciando che l’ex dirigente regionale resterà nei ranghi col ruolo di consulente a titolo gratuito sul tema dei sistemi territoriali. Di Galati, Lombardo ha detto di aver apprezzato «la qualità, la competenza e il tratto umano». Nelle stesse ore in cui il governatore ufficializzava la nomina, gli esperti hanno completato l’analisi sui curricula dei nove dirigenti esterni: in vista di una decisione finale che la giunta dovrebbe prendere fra oggi e lunedì. La commissione è stata nominata da Lombardo e ne fanno parte il capo del Personale, Giovanni Bologna, il segretario generale Enzo Emanuele e alcuni fra i più esperti dirigenti: tra gli altri, Amato, Salamone, Aprile, Cangemi. La relazione finale non è stata ancora depositata ma conterrebbe una obiezione procedurale: secondo gli esperti, nell’amministrazione sarebbero presenti altri dirigenti che possono ricoprire gli incarichi assegnati agli esterni. L’analisi del pool partirebbe quindi dal proporre l’applicazione della legge Brunetta che prevede uno screening delle disponibilità già in servizio prima di affidare incarichi agli esterni. Il governo dovrebbe quindi o specificare meglio il motivo che ha spinto a fare ricorso ad esterni o cercare al proprio interno le professionalità. Il caso è di grande attualità perchè è pendente un ricorso di alcuni dirigenti generali interni che, non rinominati, si sono rivolti al Tar. E perchè anche il governo nazionale ha impugnato le nomine davanti alla Consulta. In bilico ci sono gli incarichi di Rossana Interlandi (Energia), Romeo Palma (Ufficio legale), Patrizia Monterosso (Istruzione e Formazione), Nicola Vernuccio (Energia e Attività produttive), Maurizio Guizzardi (Sanità), Gian Maria Sparma (Pesca), Mario Zappia (Osservatorio epidemiologico) e Salvatore Barbagallo (Agricoltura).  Diverso è il caso di Rino Lo Nigro, anche lui esterno: andrà in pensione il 7 luglio, nello stesso giorno in cui 10 anni fa ha assunto la guida dell’Agenzia per l’impiego. Lascia così l’amministrazione il più esperto della vecchia guardia. Forse il solo a conoscere per intero la mappa delle sigle che compongono la galassia del precariato. È entrato alla Regione nel ’95 e da allora si è occupato sempre di precari. Precedentemente, dal 1986, è stato nell’amministrazione statale presso i ministeri delle Finanze, del Lavoro e degli Interni. La data del 7 luglio è stata fissata per permettergli di sfruttare le ferie accumulate, che la Regione così eviterà di retribuire.

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