Palermo, emergenza Bellolampo: la Regione diffida il Comune

Entro mercoledì l'amministrazione deve far sapere come intende smaltire i rifiuti nella discarica, vista la grande quantità di percolato accumulata che ha già creato notevoli problemi ambientali

PALERMO. La Regione ha diffidato il Comune di Palermo perché entro mercoledì faccia sapere come intende smaltire la grande quantità di percolato accumulata nella discarica di Bellolampo. L'incontrollata massa di umido ha infatti innescato una grave emergenza ambientale e intaccato la falda acquifera.  Il caso è da tempo al centro di riunioni con la Protezione civile, la gestione commissariale dell'Amia e i dirigenti dell'assessorato regionale ai rifiuti e ai servizi di pubblica utilità. Anche ieri si è tenuta una riunione che doveva avere un carattere operativo. Era stata convocata dall'assessore Pier Carmelo Russo perché fossero indicate le quantità di percolato da smaltire e definiti gli interventi da attuare con urgenza. Stando a una nota che l'assessore Russo ha inviato a vari soggetti, tra cui il Comune e la Protezione civile, l'incontro ha avuto un "esito infruttuoso". Non solo non sono stati individuati il modo e la quantità di percolato da rimuovere ma non sono stati forniti elementi sui costi dell'operazione.   E siccome la situazione rischia di produrre, come ha detto nei giorni scorsi Russo, una "bomba ecologica" su Palermo l'assessore ha diffidato il Comune a fornire gli elementi necessari entro il 19 maggio. In caso contrario, come prevede un'ordinanza della Protezione civile, il Comune sarà giudicato inadempiente. Scatteranno quindi le misure sostitutive. Anche queste sono previste dall'ordinanza della Protezione civile che attribuisce al "soggetto gestore" della discarica il compito di "realizzare opere di captazione e trattamento del percolato ed effettuare, in termini di somma urgenza, gli adeguamenti tecnici per assicurare il pieno funzionamento del sistema di pretrattamento dei rifiuti". In caso di inadempienza, l'assessore ricorda che la Regione interverrà anticipando le somme necessarie.    La nota è indirizzata a vari soggetti, tra cui la Prefettura e il Ministero dell'Ambiente, ed è stata trasmessa alla Procura che sulla gestione di Bellolampo ha già aperto un'inchiesta.

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