L'Italia e quel primato delle auto blu

Sarebbero oltre 600 mila le auto blu nella pubblica amministrazione. Il condizionale è d'obbligo perché ufficialmente non si sa esattamente quante effettivamente siano le auto al servizio non solo dei ministri e sottosegretari, ma anche dei direttori ministeriali, dei sindaci, dei presidenti di Regioni, province,enti pubblici, assessori, Asl e così via. Un sito di una associazione consumatori ("contribuenti.it") ha censito, nel primo trimestre di quest'anno,629.120 auto blu (ovviamente il colore è ormai variegato). La ricerca è della società Krls Network of Business Ethic. È attendibile? Non siamo in grado di affermarlo. È certo però che finora ritenevamo che le auto al servizio dei potenti e vip del settore pubblico fossero meno di mezzo milione: questa cifra era stata denunciata in diversi libri sugli sprechi pubblici (dalla "Casta" ai "Faraoni"), ma ora questa rivelazione, anche se da verificare, ha determinato allarmi nuovi allarmi nell'opinione pubblica sulla distorsione della spesa pubblica. Anche perché l'Italia avrebbe il primato in questo campo,superando addirittura gli Stati Uniti (72 mila auto blu), la Francia (61 mila), Regno Unito (55 mila), Germania (54 mila), Turchia (51 mila), Spagna (42mila), Giappone (30 mila), Portogallo (22 mila) e tutti gli altri paesi europei. Si pensava che,dopo la legge del 1991 (che prevedeva una riduzione dell'uso delle auto pubbliche), la tendenza fosse al ridimensionamento e non alla dilatazione del fenomeno, come di fatto è avvenuto anche nel 2009 e nel 2010. Anche Renato Brunetta, dopo numerose interrogazioni parlamentari, ha deciso di intervenire, promuovendo un censimento del parco auto pubblico. Infatti, lo stesso ministro della Funzione pubblica ha ammesso che la cifra esatta sul numero delle auto non è nota ufficialmente. Non solo, ma pochi sanno che 629.120 auto assorbono una montagna di denaro: 18,93 miliardi di euro l'anno. Uno spreco gigantesco nell'ombra. Non sarà per questo che da anni si pratica la strategia della disinformazione o meglio dell'occultamento delle notizie su questo tema? La cifra è talmente elevata che abbiamo dubitato seriamente che fosse vera.Ci sono voluti esperti e l'attenta analisi di un professore di matematica e fisica (Mario Capizzi di Roma), che ci ha telefonato, per dimostrarci che si tratta di una cifra vicina alla realtà. Infatti questo tecnico ha calcolato semplicemente il costo di gestione di ciascuna auto (compreso quello di un autista per più vetture) in 30 mila euro l'anno, moltiplicandolo per il numero delle vetture pubbliche. Non ci sorprende quindi che il ministro Brunetta pensa di riuscire a risparmiare dal 30 al 50% dei costi annuali, quantificati (solo dai dati della Corte dei conti) in 400 milioni di euro l'anno. Niente male. Siamo convinti però che si possa fare molto di più. Il problema è di volerlo veramente fare questo "taglio" gigantesco, che è salutare per la nostra spesa pubblica, ma certo è necessario trovare il coraggio (politico) di sfidare le resistenze (fortissime) di caste e castine nazionali e territoriali.

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