Giro, continua il sogno in rosa di Nibali

Il messinese conserva il primato nella tappa Amarcord dedicata a Fausto Coppi e vinta dal francese Jerome Pineau

NOVI LIGURE. Sul traguardo di Novi Ligure, a salutare la maglia rosa Vincenzo Nibali c'erano anche Marina e Faustino Coppi, oltre alla nipote di Costante Girardengo. Tappa Amarcord la quinta del Giro, nelle terre del Campionissimo nel 50/o anniversario della sua morte. L'ultimo omaggio all'Airone, questa volta per involontaria coincidenza, é sbucato dal cilindro dell'ultimo sprint con la vittoria di Jerome Pineau, nato il 2 gennaio 1980, a 20 anni giusti dal giorno della morte di Coppi.      
La carovana, lambita Castellania e le colline delle sue prime imprese, è passata per Villa Occhini, dove Coppi visse gli anni più belli della sua scabrosa - per l'epoca - storia d'amore con la Dama Bianca, al secolo Giulia Occhini; e, attraversata Tortona, si è incanalata sul viale della Rimembranza. E non poteva essere scelto luogo migliore per ricordare una delle pagine in bianco e nero più memorabili del ciclismo italiano.     
Al ricordo del Campionissimo è legata indissolubilmente Novi Ligure, che rende omaggio anche alla fama di un altro grande di questo sport come Costante Girardengo. Dal 2003 a loro va il tributo della città con un Museo dei Campionissimi, in poco tempo diventato un vanto della città. Novi Ligure in passato vide i successi di Danilo Grassi nel '65 e Van Linden nel '78. Questa volta a bruciare tutti allo sprint c'é il francese Pineau, che al termine di una lunghissima fuga di oltre 140 km  ha bruciato il connazionale Julien Fouchard e il giapponese Yukiya Arashiro. Coraggiosissimo l'unico corridore del Sol Levante: è stato lui a dare il 'la' alla fuga, sognava il successo di tappa ma ha lanciato lo sprint troppo presto. Peccato perché forse dei tre è quello che meritava di più.     
La vittoria dunque torna in mani straniere, ma la notizia che conta è che la maglia rosa resta sulle spalle di un italiano del profondo Sud come Vincenzo Nibali. In un Giro pazzo come questo non era mai accaduto finora che la maglia avesse lo stesso padrone per più di un giorno. Ma per come stanno andando le cose, Nibali potrebbe tenerla ancora a lungo.   
Come previsto, la tappa non ha avuto grossi sussulti. Era tappa per velocisti e così è stato, anche se ancora una volta  Petacchi ha deluso le attese. Pochissime le difficoltà: inizio pianeggiante e rettilinei fino a Tortona, prima del tratto misto del percorso con due Gran premi della montagna (Avolasca al km 97,3 e Passo Coppi al km 111,4). Prima della terza parte della tappa, di nuovo pianeggiante, con un primo passaggio sulla linea del traguardo, una breve salita verso Gavi e quindi ritorno a Novi Ligure con un circuito di 29,4 km.   
Primi chilometri con i soliti attacchi temerari: Ochoa, Blot, Corti, Flens e Roels, poco dopo ci hanno provato Voeckler, lo stesso Pineau e Wegmann, sempre senza esito. Chi riusciva a fare il vuoto invece al km 18 era invece Arashiro. Si portavano su di lui Pineau, Voss e Fouchard. Dietro, il gruppo non si dannava l'anima più di tanto e il quartetto raggranellava chilometro dopo chilometro un vantaggio massimo di 5'40". Ma piano piano il gruppo della maglia rosa cominciava a tirare di più: al primo Gran premio della montagna di Avolasca il margine dei battistrada si riduceva a 3'15". Nel gruppo problemi meccanici per Sieberg e foratura per Barry; e anche qualche caduta, senza conseguenze.    
Al Passo Coppi i fuggitivi vedevano il loro vantaggio ulteriormente ridotto (2'58"). Al km 25 Voss esauriva la benzina e si staccava, in testa rimaneva un terzetto. Il gruppo rinveniva su di loro ma i tre riuscivano lo stesso a giocarsi la vittoria allo sprint: Arashiro scattava ancora all'ultimo chilometro, ma era troppo presto.    
Per Alessandro Petacchi un altro appuntamento mancato: domani sul traguardo di Marina di Carrara (172 km da Fidenza) ha un'altra occasione, ma questo non sembra il suo Giro.

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