Fiat, Schifani: "Lo stato non può imporsi sui privati"

Lo ha detto il presidente del Senato che, a Palermo, ha anche parlato dell'emergenza rifiuti e di immigrazione. "Chiudere Termini è doloroso"

PALERMO. "Siamo in un' economia liberale, il governo non può imporre le proprie scelte a un'azienda privata. Ciò non toglie che la decisione della Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese è una decisione amara e dolorosa". Lo ha detto questa mattina il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso di un incontro con gli studenti dell’Istituto Don Bosco, a Palermo. "Ho incontrato sia Montezemolo che Elkann – ha aggiunto – ed entrambi mi hanno detto che cercheranno un nuovo soggetto industriale che possa investire a Termini e che non ci sarà una rimozione della catena industriale, in modo che chi subentrerà potrà ad esempio utilizzare le macchine dello stabilimento". Sulla questione, Schifani ha anche ribadito l'impegno di tutti i politici siciliani per impedire che Termini diventi "una sacca di disoccupazione". Le dichiarazioni del presidente del Senato non si sono fermate, però, al solo problema dei lavoratori della Fiat. Ha infatti puntato il dito contro l’emergenza rifiuti che imperversa in tutta la Sicilia ma che delinea particolari e più gravi scenari proprio nel capoluogo isolano: "Mi piacerebbe capire quale è il piano del governo regionale in materia di rifiuti – ha detto –, non solo per Palermo ma per tutta la Sicilia. Nel capoluogo c'é una situazione di emergenza che rischia di peggiorare quando anche la quinta vasca della discarica di Bellolampo sarà piena. Mi auguro che si facciano meno polemiche e si arrivi a un progetto concorde tra i Comuni e la Regione. Bertolaso, che è un tecnico competente – ha continuato – ha detto che Palermo rischia di trasformarsi in un nuovo caso Napoli. Capisco le cautele sui termovalorizzatori, se ci sono rischi di infiltrazioni mafiosa, ma una soluzione bisogna trovarla". Un’ultima considerazione il presidente del Senato, Renato Schifani, l’ha fatto a proposito dell’immigrazione, in un periodo in cui il livello di clandestinità in Italia rimane ancora molto alto: "L'immigrazione regolare è fonte di arricchimento per un Paese, quindi ne sono un sostenitore – ha sottolineato –. Per la concessione della cittadinanza credo si debbano verificare alcuni requisiti: il rispetto delle nostre leggi e della nostra religione, come noi rispettiamo quella di chi arriva in Italia, e il recepimento dei nostri valori culturali". Schifani si è poi detto "favorevole" all'apertura di centri di preghiera per i migranti, a patto che si vigili "perché – ha concluso – è accaduto che certi erano luoghi in cui si fomentava l'estremismo". 

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