Palermo, lo Zen come un fortino di Cosa nostra

Si scopre che acqua e luce sono in mano alla mafia, mentre su un totale di 2.779 alloggi sono ben 2.200 quelli occupati abusivamente

PALERMO. La magistratura, le forze dell’ordine e adesso la politica. Ci hanno provato, e ci vogliono provare ancora, tutti a risollevare le sorti dello Zen, il quartiere palermitano spesso salito agli onori della cronaca per delinquenza e criminalità. L’ultima scoperta è quella, denunciata dai consiglieri Vincenzo Tanania e Antonella Monastra, che vuole la distribuzione di acqua e luce garantita da Cosa nostra. Ma non bisogna spegnere i riflettori sulla questione degli alloggi abusivi: sui 2.779 appartenenti allo Iacp, sono ben 2.200 quelli ad essere occupati senza regolari permessi. E dello Zen ha parlato ultimamente anche il neopentito Manuel Pasta che ha rintracciato, tra i personaggi più pericolosi a piede libero, anche il cinquantaseienne Nicolò Ferrara indicato come il nuovo “reggente dello Zen, su mandato di Liga”. Maggiori dettagli si possono leggere nell’edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 08-05-2010.

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