Ma l'Italia rischia o no?

Siamo all’assurdo. Probabilmente Giulio Tremonti, ironizza qualcuno, ha alzato il telefono e ha riempito di insulti il responsabile desk Europa di Moody's. E all'agenzia di rating, dove gli analisti hanno la coscienza sporca (cinque giorni prima che fallisse, nel settembre del 2008, il titolo Lehman Brothers era ancora affidabile), hanno subito emesso un report riparatore sull'Italia, in cui si tessono le lodi del sistema Italia, del tanto celebrato tasso di risparmio delle formichine italiane, della solidità delle banche. Ma soprattutto dell'accorta gestione dei conti pubblici da parte del governo e quindi del ministro Tremonti. Sta di fatto, che la correzione del tiro effettuata ieri da Moody's, suscita più di una perplessità. È chiaro che gli analisti dell'agenzia di rating ieri hanno aggiustato la mira perché il giorno precedente Piazza Affari aveva perso quasi il 5%. Il loro giudizio aveva consentito agli speculatori di portare a casa sostanziosi guadagni e aveva aperto forti crepe nella credibilità dell'agenzia. Come mai giovedì l'Italia era un Paese considerato a rischio e venerdì, invece, aveva un'economia più solida del granito. Sono giochi diabolici. In questo momento di mercato rappresentano autentici atti di delinquenza finanziaria. Gli investitori ci mettono un attimo a reagire, anche schiacciando in maniera erronea, com'è successo a Wall Street, il tasto sbagliato. Facendo gelare il sangue agli operatori di Borsa che passano ordini di acquisto o vendita, fra strilli e confusione. Bisogna "imbrigliare" queste agenzie di rating. Tanto più che nel loro capitale (una beffa!) sono presenti le stesse aziende quotate sul mercato e che hanno bisogno dei loro giudizi. Il report e il contro-report di Moody's dimostrano che gli analisti di Wall Street sono pienamente consapevoli che, sui mercati, fanno ancora il bello e il cattivo tempo. Indisturbati, purtroppo. E intanto, a Piazza Affari, i miliardi vanno in fumo. A tutto vantaggio della peggior speculazione. A pagare gli incolpevoli risparmiatori.

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