Palermo, baby gang in azione: picchiato un uomo per il suo cellulare

Ennesimo episodio di violenza ad opera di giovani. Protagonisti 3 ragazzi che hanno agito a Mondello. Ormai è emergenza

PALERMO. Solo, indifeso, picchiato da tre giovani per un telefonino e nient’altro. Non in periferia, in un posto buio e desolato, ma sul molo del porticciolo di Mondello, in via Regina Elena, in una serata primaverile di maggio, quando la gente inizia a frequentare il lido per eccellenza di Palermo. L’ennesimo raid delle cosiddette baby gang, ovvero giovanissimi ragazzi dediti ad azioni vandaliche, ha come sfondo una centralissima piazza in un orario dove la gente solitamente passeggia o va a mangiare, in uno dei posti tipici del luogo. L’aggressione all’uomo, un quarantaseienne palermitano, secondo quanto riportato dalla polizia è avvenuta intorno alle 21.35, quando presumibilmente il molo del porticciolo era, se non affollato, sicuramente non deserto. Eppure, a quanto pare nessuno ha mosso un dito per fermare i ragazzi e difendere la vittima. Paura? Menefreghismo? Poco senso civico? Sfortuna? Non è dato saperlo. Fatto sta che Mondello, in una sera primaverile di maggio, ha assistito ad un pestaggio, fortunatamente conclusosi senza gravi conseguenze al di là della paura, senza muovere un dito se non quando era troppo tardi. Il fenomeno delle baby gang ormai sembra un cancro in via di sviluppo: dai vandalismi alle scuole ai pestaggi, dai furti agli scippi ai turisti (l’ultimo ieri ai danni di una signora americana), c’è la spiacevole sensazione che la città stia facendo dei passi indietro. E i giovani, leggasi futuro, sono i primi ad essere a quanto pare affascinati dal lato “oscuro”. Perché nel picchiare un uomo per un telefonino non ci può essere la necessità, come sbandiera qualcuno, ma solo il puro piacere di recare dolore.

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