Crisi in Grecia, ad Atene guerriglia urbana e 3 morti

Due donne e un uomo sono rimasti soffocati nell'incendio di una banca appicato da alcuni scioperanti. Il premier Papandreou: "Si al diritto di protesta, no a quello di uccidere"

ATENE. Oggetti che diventano armi, fumogeni e gas, fiamme ma, soprattutto, morti. Si è conclusa nel peggiore dei modi la giornata di mobilitazione generale che ieri ha visto la Grecia fermarsi in segno di protesta contro il piano di austerità varato dal premier George Papandreou e dal suo governo. La situazione più critica ad Atene dove sono rimaste uccise in un incendio tre persone: due donne e  uomo. Si trovavano all’interno della banca Marfin Egnata, di cui erano dipendenti, a cui un gruppo di manifestanti ha dato fuoco, non lasciando via di fuga alle vittime morte per soffocamento. Nella capitale greca, però, altri edifici sono stati presi di mira e mentre tre persone sono state trasportate in ospedale, decine tra manifestanti e agenti hanno riportato lievi ferite. “E’ ora di difendere il paese e la democrazia – ha commentato il premier Papandreou –. Tutti hanno il diritto di protestare, nessuno di uccidere”, parole queste che hanno trovato conferma anche nelle dichiarazioni del presidente della Commissione europea, Jose Durao Barroso, intervenuto all’Europarlamento. La giornata di ieri, tra violenze e lutti, si è conclusa con l’arresto di oltre 50 persone.

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