Quel Primo maggio senza autobus

Un Primo Maggio senza bus. Lo consente un accordo scriteriato. Stavolta c’era una ragione in più per evitarlo: alcuni negozi avevano annunciato l’apertura, organizzando anche campagne promozionali. Iniziative che possono riaccendere un’economia spenta. Se si vuole la ripresa, però, non ci si può tirare indietro quando si è chiamati ai sacrifici.
Il presidente dell’Amat ha detto che non dovrà più ripetersi l’assenza dei bus dalle strade. Avrebbe potuto pensarci prima. Del resto, ai dipendenti dell’azienda cittadina è concesso quello che non è concesso ad altre categorie. I commessi dei negozi, ad esempio. Oppure gli infermieri. Solo in alcune città siciliane, al contrario di quanto avviene in altre metropoli italiane, è previsto questo privilegio. Quando si sottrae un servizio come quello degli autobus, peraltro, a pagare sono i deboli. Se questo è servizio pubblico, tanto vale puntare sul privato...

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