Niente fondi per il Consorzio Sviluppo e Legalità: "Chiuderemo le attività"

PALERMO. Niente fondi per il Consorzio Sviluppo e Legalità.  Il  Consorzio che gestisce i beni confiscati alla mafia dei Comuni di Monreale, Corleone, San Giuseppe Jato, Piana degli Albanesi, San Cipirello, Altofonte, Roccamena e Camporeale,  nell’ultimo triennio non ha ricevuto fondi da parte della Regione per l’ordinaria amministrazione e ciò ha determinato la paralisi di tutte le attività. Pertanto , il presidente del Consorzio, Giuseppe Siviglia, sindaco di San Giuseppe Jato,  riunirà d’ urgenza l’Assemblea dei sindaci soci  per proporre la possibilità di porre in liquidazione il Consorzio  e chiudere le attività, con la conseguente restituzione ai Comuni, dei beni già assegnati. Con questa provocazione il Presidente Giuseppe Siviglia  e i tutti i sindaci del Consorzio intendono sottolineare  il disinteresse e la poca sensibilità  del Governo siciliano e degli stessi parlamentari, nei confronti del Consorzio e delle sue sorti. "Il Consorzio in questi anni è sempre stato baluardo di trasparenza e legalità nella gestione dei beni confiscati, ma la Regione siciliana  - si legge in un comunicato - ha preferito porre maggiore attenzione ad altre associazioni, che seppure importanti e con nobili finalità, sicuramente non prioritari rispetto alle attività di lotta alla mafia e porta avanti il  Consorzio. Grande la delusione degli otto Sindaci , del CDA , delle cooperative sociali e di tutti quanti da anni si impegnano sul fronte dell’antimafia.  La mancata sensibilità della Regione  è segno di dispregio di quanto è stato riconosciuto dalla società civile e dalle più alte cariche dello Stato"

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