Che bella la sfida tra Palermo e Sampdoria

Rieccola davanti alla Roma, la Beneamata, e con due punti di vantaggio che già sembrano indirizzarla verso lo scudetto. Il quinto. Sempre che le lascino quello «di cartone». Lo meriterebbe, il tricolore, questa Inter, perché è senza dubbio la squadra più forte del torneo, felicemente ritornata a Casa Italia dopo le innumerevoli distrazioni commesse forse per eccessiva dedizione all'Europa, distrazioni che le avevano fatto perdere quattordici punti rispetto alla miracolosa Roma ricostruita con intelligenza, lavoro e amore da Claudio Ranieri, il vero Mister dell'Anno. Direte: e Mourinho? Vien voglia di rispondere con i suoi modi ruvidi e sarcastici: anch'io vincerei, con uno squadrone come il suo, con un'Inter euromilionaria che si può permettere non una, non due ma millanta soluzioni offesnive e difensive. Ma naturalmente sarebbe una battuta infelice, la mia: perché lo Specialone ha fatto un lavoro davvero straordinario sugli uomini, proprio alla maniera di Helenio Herrera, come vi raccontai dopo aver preso nota delle prime imprese del portoghese: furbo come HH, provocatore come HH, intensamente dedito al lavoro come HH, ipnotizzatore - dunque egli pure Mago - di innumerevoli pirla proprio come HH che i pirla li incantava raccontando di gesta favolose che aveva in mente solo lui, poi quando giocava era un felice, felicissimo opportunista. Io non ce l'ho coi catenacciari, io adoro il catenaccio ossia tutto ciò che tatticamente vale la vittoria, essendo inutile - nel calcio - il vuoto spettacolo predicato dai qualunquisti. Ecco, Mourinho ha ridicolizzato il Barcellona con il Catenaccio Offensivo, è tornato al campionato con quello spirito e si è proteso verso lo scudetto che vuol vincere, così come vuole la Coppa Italia e la Champions, il Grande Slam che l'oppone - guarda un po’ - al Bayern: chi vincerà la Coppona a Madrid impedirà all'altro la tripletta. Così stando le cose, non c'è stupore per il gol di Samuel in chiusura di primo tempo né per il raddoppio di Thiago Motta. C'è, piuttosto, da ribellarsi al cattivo gusto di quella tifoseria laziale che ha umiliato la propria squadra (e non si dica amata) e quell'onestuomo di Edy Reja che sta facendo di tutto per salvarla, e ci riuscirà, ma certo non comprendendo - perché viene da un altro mondo, da un'altra storia, da un'altro concetto di sportività - quel tifo forsennato di certo Mondo Lazio per negare speranze di scudetto al Mondo Roma. Cercasi disperatamente eroe dei due Mondi. Forse è finito il campionato-scudetto, continua una emozionante lotta sul fondo ma il meglio è offerto dalla sfida Palermo-Sampdoria in Zona Champions. Questo bellissimo torneo, sottovalutato da sciocchi esterofili che magari si fanno incantare dagli habla habla ispanici, ha voluto addirittura porgerci su un piatto d'argento il confronto diretto fra un Palermo giovane ed elegante e una Sampdoria quadrata e potente, due squadre che rispecchiano le rispettive ideologie calcistiche di Rossi e Delneri e presentano insieme a Marcello Lippi un problema: ma sarà proprio giusto ignorare e lasciare a casa Miccoli e Cassano? Io, due così me li porterei in Sudafrica. L'ho detto mille volte e lo ripeterò fino all'ultimo giorno possibile. Dimenticavo: nella mia lista c'è anche il reprobo Balotelli.

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