Cremona, caso formaggi riciclati: primi patteggiamenti

CREMONA. Arrivano i primi patteggiamenti per i formaggi riciclati, pieni di muffe, escrementi di topo, pezzi di plastica e inchiostro, lavorati alla Tra.De.L di Casalbuttano (Cremona) e poi alla Megal di Vicolongo (Novara), società che facevano capo a Domenico Russo, imprenditore di Partinico (Palermo). Nello stabilimento piemontese i prodotti venivano confezionati e venduti per il consumo umano anziché zootecnico. Erano formaggi pericolosi per la salute, secondo l'accusa. Davanti al gup del tribunale di Cremona Massimo Vacchiano hanno patteggiato i tecnici dell'Asl veterinaria di Cremona Angelo Dossena a 6 mesi di reclusione (pena sospesa), ed Elisabetta Chiozza a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa), entrambi accusati di avere falsificato i verbali sul vincolo sanitario dei formaggi che partivano da Casalbuttano per Vicolongo. Ha patteggiato 2 anni di reclusione (pena sospesa) Stefania Massa, responsabile del controllo alla Megal. All'udienza del 20 maggio prossimo, il gup deciderà sull'istanza di rito abbreviato avanzata da Domenico Russo e da Francesco Tripodi, responsabile del magazzino della Megal. L'istanza è subordinata alla richiesta dei difensori di una perizia sui campioni di formaggio già sequestrati dagli inquirenti e analizzati dai consulenti tecnici messi in campo dal pm del tribunale di Cremona Francesco Messina.

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