Sicilia, nel 2010 chiuse oltre 9 mila imprese

Solo ad Agrigento perse 537 aziende. L'indagine condotta da Unioncamere mostra però che ci sono i primi lievi segni di ripresa

PALERMO. La crisi fa ancora paura. In Sicilia nei primi tre mesi del 2010 il numero di imprese che hanno chiuso i battenti supera quello delle aperture: tra gennaio e marzo sono state infatti 8.526 le iscrizioni al registro delle Camere di Commercio contro le 9.763 cessazioni, totalizzando un saldo negativo di 1.237 unità e un tasso di crescita trimestrale dello stock di imprese pari a -0,26%. Il dato tuttavia è in lieve recupero rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell'anno precedente (-0,42%), segno che il mercato inizia a mostrare cenni di ripresa.
Sono questi i dati sulla Sicilia che emergono dall'indagine sulle imprese nel primo trimestre dell'anno fotografati da Movimprese, la rivelazione trimestrale condotta per Unioncamere da Infocamere (società consortile di informatica delle camere di commercio italiane). "La coda della crisi continua a produrre effetti negativi sull'economia siciliana", commenta il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace. "Gli imprenditori, però, - aggiunge - vogliono rimanere sul mercato. In questa fase, è essenziale che le istituzioni contribuiscano alla ripresa semplificando la vita delle imprese. Solo così si potrà uscire dalla crisi". "Come ogni anno - spiega il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Alessandro Alfano - il saldo del primo trimestre è influenzato dalle cessazioni delle imprese decise alla fine dell'anno che, per motivi contabili, vengono comunicate alle Camere di Commercio nei mesi successivi. E' quindi normale aspettarsi una performance negativa, soprattutto dopo un anno terribile come è stato il 2009".
Segno meno anche per le imprese artigiane siciliane, un universo di 85.148 unità sul totale delle 469.340 aziende presenti nell'Isola (dato aggiornato al 31 marzo 2010). Nei primi tre mesi dell'anno il comparto ha perso per strada 597 imprese. L'andamento negativo (-0,70%) deriva da un alto numero di cessazioni (1.938) e dal rallentamento sulle aperture (1.341). Tengono invece le imprese costituite in forma di cooperativa. Nel periodo preso in considerazione dall'indagine, in Sicilia (come nel resto d'Italia) questa tipologia ha fatto registrare un saldo positivo di 51 unità, pari a una crescita trimestrale dello 0,49%.
A livello provinciale, le performance migliori della demografia delle imprese si sono registrate a Siracusa (tasso a +0,21%), Catania (+0,15%) ed Enna (-0,03%). Segno meno per tutte le altre province siciliane. Fanalino di coda della classifica nazionale è Agrigento dove, tra iscrizioni (703) e cessazioni (1.240), il territorio ha perso 537 imprese (-1,21%). La Sicilia, però, fa record: Ragusa, infatti, è la prima provincia in Italia per crescita di imprese artigiane (+0,59%).

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