Finanziaria: Ars a rilento, il voto entro domani

L'assemblea al momento ha approvato i primi 16 articoli dei circa 120 contenuti nella manovra. Sfiorata la rissa in aula, i precari presidiano il palazzo rivendicando la stabilizzazione

PALERMO. Procede molto a rilento e all'insegna dell'ostruzionismo l'esame della finanziaria all'Assemblea regionale siciliana, mentre fuori dal palazzo centinaia di lavoratori precari presidiano la sede dell'Ars con decine di carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa che finora sono riusciti a governare la protesta di chi rivendica la stabilizzazione del posto di lavoro. L'Ars al momento ha approvato i primi 16 articoli dei circa 120 contenuti nella manovra economico-finanziaria, tra cui l'aumento delle tariffe per la motorizzazione da cui il governo ricaverà 1,3 milioni di euro, l'introduzione di tasse per alcune concessioni governative, la norma che attribuisce alla Regione la gestione dell'Irap, il taglio di 25 milioni di euro per il fondo di rotazione dell'Irfis, norme che prevedono la decadenza degli amministratori di consorzi, agenzie ed enti che assumono nuovo personale e dei dirigenti che procedono con assunzioni in assenza di copertura finanziaria. POassa anche la norma sul patto di stabilità.  I lavori dell'Ars, cominciati intorno alle 10.30, sono andati avanti nel pomeriggio tra sospensioni per mancanza del numero legale e interventi fiume di numerosi deputati, su tutti Cateno De Luca (gruppo Misto) che ha preso la parola su ognuno degli articoli in discussione, utilizzando per intero i dieci minuti a disposizione, come da regolamento parlamentare. I continui interventi di De Luca, sul merito degli articoli e sull'ordine dei lavori, hanno creato tensione a sala d'Ercole, tra i deputati Dino Fiorenza (gruppo Misto) e Carmelo Incardona (Pdl Sicilia) che stavano per venire alle mani. Sono intervenuti i commessi per calmare gli animi, con il presidente dell'Ars Francesco Cascio che ha sospeso per alcuni minuti la seduta, mentre De Luca a causa dello stress cumulato negli ultimi giorni ha fatto ricorso alle cure del medico nell'infermeria dell'Ars. "Ho studiato ogni norma della finanziaria e ho presentato 1.289 emendamenti", ha detto De Luca che è entrato e uscito dall'aula con faldoni di carte sotto braccio. I nervi sono nuovamente saltati quando Toni Scilla (Pdl Sicilia) criticando  De Luca ha parlato di interventi "stupidi e puerili" da parte di alcuni deputati. Dai banchi dell'opposizione sono piovute molte critiche a Scilla, a cominciare da quelle del capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini.  L'esame della finanziaria va avanti in questo clima, mentre il governatore Raffaele Lombardo, presente in aula assieme a molti assessori della giunta, mostra tranquillità: "E' una manovra unitaria, di rigore, di trasparenza e di sviluppo, alcune argomentazioni che ho ascoltato in aula sono condivisibili, andremo avanti fino a domani a tarda sera". La manovra deve essere approvata entro la mezzanotte di domani, quando scadrà l'esercizio provvisorio, se non sarà esitata c'é il rischio che l'Ars venga commissariata. Al vaglio dell'aula rimangono gli articoli più spinosi della finanziaria: il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua, il credito d'imposta per l'occupazione, l'introduzione delle zone franche urbane, le norme sulla formazione professionale, sulla proroga dei contratti dei precari della pubblica amministrazione e l'avvio alla stabilizzazione di circa 5 mila persone. Molte di queste norme sono state presentate da alcuni deputati del Pd, con i quali Lombardo si è riunito nella sua stanza durante una pausa dei lavori parlamentari.        

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