Pataccari fra Sicilia e Campania, ecco come funzionavano i raggiri

Le vittime erano anziani, ai quali venivano venduti pezzi di vetro per gioielli. Più di 30 i casi fra le province di Palermo, Trapani, Agrigento, Napoli e Salerno

TRAPANI. L'indagine sui "pataccari" che truffavano anziani vendendo cocci di vetro per gioielli o scambiando banconote con falso denaro di cartone ha riunito 26 procedimenti penali, inizialmente contro ignoti, aperte da numerose procure della Sicilia. Sono più di 30 le truffe accertate e consumate ad Alcamo, Trapani, Mazara del Vallo, Erice, Castellammare del Golfo, Sciacca, Ribera, Porto Empedocle, Partinico, Capaci, Palermo, Casalnuovo di Napoli (Napoli) e Battipaglia (Salerno). La banda, (sono tredici gli ordini di custodia cautelare in carcere, domiciliari e obbligo di dimora) risulta dalle indagini, agiva secondo "modalità seriali e ripetitive" ed è stato proprio questo standard usato per truffare gli anziani che l'ha fatta cadere nella rete dei militari del'Arma.
In pratica agivano in questo modo: un soggetto avvicinava un anziano in un luogo pubblico, fingendosi straniero; poco dopo al gruppo si univa un finto interprete - il quale riferiva alla vittima designata che lo "straniero" era intenzionato a vendere dei preziosi - e, successivamente, giungeva un falso gioielliere, che attestava il congruo valore. Al malcapitato acquirente i truffatori proponevano l'acquisto di gioielli ad un prezzo decisamente inferiore al valore attribuito dal falso gioielliere che, intanto, manifestava l'intenzione di acquistare lui i preziosi.
La velocità dell'operazione, come pure la capacità di impersonare le varie figure (straniero, interprete, gioielliere), sottolineano gli investigatori, "ipnotizzava" gli anziani che, credendo di concludere un affare, nella maggior parte dei casi, decidevano di sborsare dai duemila a i cinquemila euro per acquistare oggetti del valore commerciale di qualche decina di euro.
Uno dei "terreni" privilegiati di azione - dicono gli investigatori - erano le zone dei mercatini, dove, per la maggiore frequentazione di persone, più facile era reperire soggetti ritenuti deboli e di facile abbordaggio.

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