Palermo, Cammarata revoca i beni consegnati ad 11 associazioni

Diciotto le cooperative e gli enti posti sotto controllo per presunte irregolarità. "Vanno assegnati a chi ne farà un uso corretto" dice

PALERMO. "Ho deciso di disporre la revoca immediata dell'assegnazione dei beni confiscati alla mafia che erano stati assegnati a undici fra associazioni, cooperative sociali ed enti che sono risultate fuori regola ai controlli operati dalla polizia municipale. Si tratta di un primo provvedimento al quale ne seguiranno altri analoghi qualora ai controlli che si stanno continuando ad operare dovessero risultare altre irregolarità". Lo dice il sindaco Diego Cammarata che annuncia così i primi provvedimenti che ha deciso di adottare dopo la verifica effettuata su sua disposizione, su un nucleo iniziale di diciotto beni sui quali si ipotizzavano irregolarità, risultate poi reali in undici casi. In alcuni casi gli assegnatari avevano giustificato agli uffici la mancata utilizzazione con la scarsa disponibilità finanziaria che rendeva proibitivi gli interventi che il bene assegnato richiede. "Quali che siano le ragioni che rendono inutilizzato un bene confiscato alla mafia - osserva Cammarata - questo deve ritornare nella disponibilità dell'amministrazione comunale che lo assegnerà ad un ente che si impegnerà ad utilizzarlo correttamente. Capisco che in alcuni casi non c'é malafede ma solo incapacità o impossibilità ad utilizzare il bene, ma questo non cambia le cose". Per Cammarata "se poi il bene confiscato viene utilizzato a scopi diversi da quelli per cui è stato assegnato, in alcuni casi addirittura a fini di lucro, non c'é giustificazione di sorta".Il sindaco ha inoltre disposto che la polizia municipale continui le verifiche sui 111 immobili assegnati dal comune per finalità sociali.

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