Bovo: tutto dipende solo da noi

Il difensore romano: “Il Siena? Sono quasi retrocessi, ma sarà comunque difficile. Ritengo questa partita più importante dello scontro con la Sampdoria”

PALERMO. Dopo l’operazione al piede destro a Villa Stuart a Roma, i medici hanno detto che ci sarebbero voluti venti – trenta giorni a Bovo per tornare in campo. Dopo otto giorni dall’operazione, invece, il difensore romano è tornato in campo per un test amichevole mercoledì scorso e sabato era già sul terreno di gioco per la sfida con il Milan, quando dopo appena sei minuti ha pure timbrato il cartellino, firmando la prima rete che ha dato il via alle danze rosanero. Insomma un vera e propria favola per Bovo, intervenuto oggi in sala stampa a Boccadifalco.
«È stata una gioia per me la serata di sabato. Anche se avrei preferito che quel gol l’avesse segnato un altro compagno pur di evitare di operarmi. È stata una sofferenza stare un mese fuori, per di più nel momento più delicato della stagione». Per Bovo, inoltre, la serata di sabato è stata un concentrato di emozioni. Prima l’incitamento del pubblico che ha gridato il suo nome prima del fischio d’inizio e poi l’abbraccio con Rossi dopo il gol.
La favola di Bovo, però, non nasce dal caso, ma è l’ennesima dimostrazione che ogni giocatore di questo Palermo tiene ad avverare questo sogno. Diversamente, Bovo non avrebbe rischiato, anticipando i tempi di recupero. «Gli applausi del pubblico mi hanno fatto piacere, perché la gente ha capito gli sforzi fatti per tornare il prima possibile in campo. L’abbraccio con Rossi, invece, - ha aggiunto Bovo - è stato un gesto spontaneo. Il mister mi ha sempre dato fiducia e mi ha parlato e incoraggiato tanto mentre stavo fuori». Ora, però, la testa è rivolta all’impegno di Siena, e la vittoria a sorpresa della Sampdoria a Roma ha aumentato, come se ce ne fosse bisogno, ancora di più la tensione. «Non mi aspettavo la vittoria della Samp in casa della capolista. Questo, però, vuol dire che i blucerchiati hanno dimostrato ancora una volta che sono molto forti. È vero, avremmo preferito un altro risultato, ma non cambia il fatto che tutto dipende ancora da noi».
A questo punto, dunque, l’unica alternativa sembra quella di vincere tutte le tre partite che rimangono e, quindi, niente tabelle, «anche perché il Palermo non è una squadra brava a fare calcoli», come lo stesso numero 5 rosanero ammette. Prima delle tre tappe, allora, sarà la trasferta a Siena, dove è previsto un esodo di tifosi rosanero. «Sono quasi retrocessi, ma sarà comunque difficile. Ritengo questa partita più importante dello scontro con la Sampdoria. Soperiamo ci siano tanti tifosi a Siena. Il loro sostegno in questo momento può essere fondamentale».

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