Cassano, la vendetta è un piatto freddo

Chiamatele, se volete, vendette: Cassano (così come Del Neri) ha ottenuto la sua, impedendo alla Roma di controsorpassare l'Inter che sabato s'è presa i suoi tre punti dall'Atalanta. Cassano l'artista, Cassano che ha appena ironizzato su «Lippi Chi?» e che - come se ormai l'assist lo divertisse più del gol - ha prima mandato Pazzini, il suo Inviato Speciale, a pareggiare il gol di Totti eppoi ha gridato al resto della compagnia, mentre lui lasciava il campo preso dai crampi, di completare l'opera. Puntuale, Pazzini ha fatto il bis. Inter 73, Roma 71. C'è chi grida: è finita. Io dico, alla romana, «se ppò ffà». Tre partite, i conti sono ancora aperti. Sempre che la prima sconfitta dopo ventiquattro turni positivi non diventi esiziale per la Roma e il suo contorno. L'ambiente è depresso ma c'è già chi grida - anche dalla sponda giallorossa - «Forza Lazio», nella speranza, non vana, che i maledetti antagonisti di sempre domenica sappiano infastidire l'Inter costringendola magari a un pareggio. Ma l'Inter che ha piegato il Bari, l'Inter che ha confermato la Grande Svolta tattica di Londra, sembra non aver più paura di restare Senza Tituli, e non molla l'Europa nè l'Italia. In tutta serenità, c'è da dire che l'Inter ha affrontato con piglio più deciso la giornata di campionato senza farsi troppo condizionare - come invece sperava Ranieri - dall'impegno di Champions in programma domani sera. Mourinho ha dovuto fare a meno di Balotelli, spedito «ai domiciliari» da Moratti, e non ha avuto dubbi a schierare Milito che non ha fallito l'impegno. Più frenata, inspiegabilmente, la Roma che, ottenuto un felicissimo gol dalla coppia Vucinic-Totti, con grande firma del Capitano, dopodichè, invece di cercare di chiudere il match, ha trotterellato fino a beccare il pareggio di Pazzini al 9' della ripresa e il suo colpo fatale al 40'. È peraltro possibile - e ne sapremo di più nelle prossime ore - che la carica giallorossa fosse esaurita. Purtroppo i primi segnali sono negativi, visto che Totti e tutta Roma attribuiscono la caduta all'arbitro. Tanto per cambiare. Il segnale dell'Olimpico è positivo per l'Inter che resta avanti di due punti; per la Samp che scavalca il Palermo alla ricerca del quarto posto da Champions; e per Lippi che ha in Pazzini un bomber sicuro: se poi volesse servirlo a puntino, gli darebbe anche i servizi perfetti di Cassano, ma ormai è inutile immaginare ripensamenti del Ct che una piccola soddisfazione l'ha avuta da una prestazione positiva della difesa juventina e dal suo carissimo Iaquinta, rinato al gol con doppietta. A proposito di ripensamenti, la prestazione di Miccoli contro il Milan dovrebbe suggerire a Lippi la convocazione del maradonino di Puglia, anche per premiare il Palermo, oggi forse la squadra più brillante del torneo. I conti in coda stanno per chiudersi: il Livorno è retrocesso, il Siena sta per seguirlo, Bologna e Lazio prendono le debite distanze dall'Atalanta e l'Udinese si salva chiudendo una parentesi negativa a dir poco inspiegabile. Un pensiero - stupendo - alla rovesciata/gol di Maxi Lopez. Tanto per lasciar scritto nero su bianco che un gol così bello non lo vedevo da una vita.

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