Sicilia, Qui Palermo

Il Palermo manda il Milan all'inferno

PALERMO. Amanti della scommessa non fidatevi di Zamparini. "Perdiamo 2-0", aveva detto alla vigilia della sfida col Milan il patron rosanero più che altro chiamando i suoi ad alzare la tensione. Pronostico totalmente sballato, ma il presidente sarà ovviamente strafelice di essere stato smentito. I rosanero trascinati da Miccoli ed Hernandez ribaltano le parole di Zamparini già nella prima frazione, concludendo avanti di due reti, l'esatto contrario dell'azzardo scaramantico del presidente. Nella ripresa, però, gli uomini di Rossi sottovalutano l'orgoglio dei rossoneri, vengono avvicinati da Seedorf e soffrono per i primi 20 minuti, fino a quando Miccoli non toglie definitivamente le castagne del fuoco con un gol dei suoi. Il Palermo scavalca la Sampdoria e  ora tifa Roma per arrivare davanti allo scontro diretto coi blucerchiati, alla prossima gara interna, l'ultima al Barbera, la gara decisiva per la Champions. Leonardo e Rossi mettono in campo  le loro squadre con un modulo identico, il 4-3-1-2. Da un lato il trequartista è Pastore, dall'altro Seedorf. La curva chiama Miccoli con uno striscione e lui risponde subito. Al 6' conquista una punizione da posizione favorevole che poi calcia sulla barriera. Due minuti dopo batte l'angolo dal quale nasce il vantaggio rosanero, con Bovo lesto ad appoggiare comodamente da due passi dopo la spizzata di Migliaccio. Il Milan fa possesso sterile, il Palermo riparte e fa malissimo. Al 18' Oddo cincischia, Hernandez gli porta via la palla che finisce sui piedi di Miccoli. Il numero 10 si inventa un assist col contagiri e per Hernandez è un gioco da ragazzi mettere dentro con un bel diagonale. Il Milan tramortito si presenta seriamente dalle parti di Sirigu soltanto al 24' con Huntelaar che approfitta di una distrazione di Bovo e gira a rete. L'estremo difensore rosanero però blocca senza patemi. E' sempre Miccoli a prendere in mano la banda di Rossi. Al '33 il salentino dopo una percussione spara un bolide all'angolino sul quale Dida si supera. Negli ultimi minuti della prima frazione il Milan continua a giochicchiare, a parte una bordata al volo di Seedorf al 43' che si spegne sopra la traversa. Un sussulto d'orgoglio che non cancella un primo tempo da dimenticare per i rossoneri. Nella ripresa il Palermo scende in campo sazio, rilassato, proprio come aveva sospettato Zamparini. Cresce Pirlo, spinge di più Zambrotta ma i rosanero sono avanti di due reti e soffrono soltanto dopo la rete di Seedorf. L'olandese al 9' riapre la partita con un piatto da pochi passi dopo un'azione nata sull'asse Pirlo-Ronaldinho, unico acuto del brasiliano. Rossi corre ai ripari, toglie Hernandez e inserisce Cavani per aiutare la linea mediana, poi sostituisce un Migliaccio spompato per il dinamico Bertolo. Leonardo risponde facendo entrare Pippo Inzaghi al posto di Zambrotta. Gli uomini di Leonardo prendono possesso del campo, i rosa non riescono più a uscire bene palla al piede con facilità. E allora è ancora Miccoli a mettersi sulle spalle i compagni. E' il 23', il Pibe di Nardò, servito da Liverani, si inventa una palombella che si deposita dolcemente sotto il sette. E' il sigillo sulla partita, il pubblico lo capisce e si scatena con la ola. Ma è proprio dagli spalti che arriva l'unica nota stonata della serata. Novemila paganti sembrano un po' pochini per una squadra che mai come stavolta è stata così vicina alla qualificazione in Champions.

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