Leanza: "Basta illusioni con i progetti spot"

Parla l'assessore al Lavoro, con i progetti di formazione al centro della discussione: "Convocherò tutti i partiti per cercare una soluzione comune".

PALERMO. «L’esperienza del bando da mille contratti a 500 euro al mese subito sospeso avrebbe dovuto suggerire grande cautela. Invece Italia Lavoro Sicilia è caduta nello stesso errore emettendo un altro bando con procedure non condivisibili»: Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro, ha convocato per stamani il presidente di Italia Lavoro, Pietro Rao, e il dirigente dell’Agenzia per l’impiego, Rino Lo Nigro. Sul tavolo il bando pubblicato sul sito della società per poco meno di 100 posti legati alla formazione nei servizi per l’impiego e negli sportelli multifunzionali.


Sospenderete anche questo bando?

«Prima che esplodesse la polemica avevo già chiesto gli atti del bando. Voglio verificare le procedure adottate e se è davvero impossibile svolgere questi servizi ricorrendo a personale interno alla Regione invece che esterno».


Resta il fatto che in un momento in cui la disoccupazione e la cassa integrazione raggiungono livelli record si pubblicano bandi con scarsa pubblicità e che danno pochissime prospettive future, se non quella di entrare nel bacino del precariato. È giusto andare avanti così?

«In questo bando si assegnano posti di un mese che non possono essere la soluzione all’emergenza lavoro. Da quando mi sono insediato ho puntato sul contrasto alla povertà e sulla lotta alla disoccupazione. E andrò avanti su questa strada. Non ho intenzione di creare illusioni con progetti spot».


Dunque che farà di questo bando?

«Si tratta della prosecuzione di progetti avviati sotto le precedenti gestioni dell’assessorato. I soldi, poco più di 2 milioni e mezzo, sono del ministero. Bisogna verificare se ci sono atti vincolanti già firmati che possano avere effetti negativi in caso di revoca. Potremmo dover restituire i soldi a Roma. Per questo ho in mente una proposta da fare ai partiti».


Prego

«È inutile fare demagogia. Ognuno dei quattro gruppi parlamentari all’Ars indichi un responsabile, sediamoci al tavolo per esaminare questi documenti e vediamo come risolvere il problema senza perdere soldi e senza creare precari o posti inutili».


E per il futuro? Ci saranno altri bandi di Italia Lavoro o comunque con pubblicazioni solo on line e termini di appena 14 giorni?

«Avevo già detto in occasione del primo bando sospeso che è sempre indispensabile l’evidenza pubblica. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale non si deve mai evitare, anche quando l’obiettivo è accorciare i tempi. Il problema sono anche i progetti in house, la giunta ha già detto che bisogna limitarli al minimo e comunque deve sempre essere necessaria un’autorizzazione del governo. Nel settore dell’offerta di lavoro in questo momento c’è bisogno di una ulteriore assunzione di responsabilità».

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